“Riforme” Ministri contro nella guerra delle Authority

29/01/2007
    lunedì 29 gennaio 2007

    Pagina 7 – Primo Piano

    La riforma Prodi vuole andare avanti
    e ha blindato il disegno di legge
    affidato a Letta e a Napolitano junior

    Amato Chiede di rivedere
    i compiti di Consob, Concorrenza
    e Banca d’Italia

    La finanza Il premier sostiene
    che a tutela dei mercati ci sono
    troppi doppioni e sovrapposizioni

      Ministri contro
      nella guerra
      delle Authority

        PAOLO BARONI
        ROMA

        C’è Di Pietro, che ha fatto le barricate per difendere l’Anas, e c’è Bianchi che vuole evitare lo svuotamento del suo ministero. Poi c’è Amato, che ha chiesto precisazioni su Consob, Antitrust e Banca d’Italia, mentre Damiano è «scettico» sulla soppressione del l’autorità che vigila sui fondi pensione. Ma se i ministri lavorano di fino, i sindacati sono già sul piede di guerra. Per non parlare di commissari iperpagati destinati a saltare, centinaia di funzionari e dipendenti che stanno per essere «deportati», e di piccoli-grandi centri di potere che finiranno smantellati. La riforma delle authorithy si presenta molto più complicata di quello che appariva.

        Il presidente del Consiglio, però, è «molto deciso», vuole «andare avanti» come ha ribadito sabato. E non a caso ha affidato la stesura di questo disegno di legge (21 articoli in 18 pagine) a uno dei suoi più fidati sottosegretari, Enrico Letta. Il quale si è avvalso della collaborazione di Giulio Napolitano, grande esperto di diritto pubblico ma soprattutto figlio del presidente della Repubblica. «Prodi accetterà qualche ritocco, ma è chiaro che un provvedimento del genere è blindato» commentavano giovedì sera a palazzo Chigi. Lì il progetto Prodi-Letta-Napolitano jr. ha fatto il suo debutto: ma dopo svariate bordate tutto è stato rinviato di 7 giorni.

        Ministri in manovra
        Il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, intanto, il suo risultato l’ha già portato a casa: la nuova Autorità dei Trasporti non sottrarrà infatti alcuna competenza all’Anas. La vigilanza sulle autostrade resterà in capo all’azienda per le strade, «perché l’atto di concessione è unico, vale sia per la costruzione che per la gestione, e non ha senso separare le due cose». Ma dovrà operare «in stretto coordinamento con l’authority». Il ministro dei Trasporti, invece, prima ha parlato di «sgarro politico» e ha battuto i pugni sul tavolo del premier ottenendo alcuni impegni, poi ha messo al lavoro i suoi esperti e conta di riuscire a limitare i danni di qui al prossimo consiglio di venerdì.

          Arriva la SuperConsob
          La partita più grossa, però, riguarda la riorganizzazione delle autorità che sovraintendono ai mercati finanziari. «Troppi doppioni e sovrapposizioni – sostiene da tempo Prodi -. Bisogna intervenire». Come? Tagliando qua e là: abolendo la Covip e l’Isvap, smontando il Cicr, il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, rafforzando Consob e Bankitalia. Alla prima spetterà la vigilanza su trasparenza del mercato e correttezza dei comportamenti, alla seconda il controllo della stabilità degli operatori e del sistema finanziario.

          Il ministro dell’Interno Giuliano Amato, dall’alto della sua esperienza al Tesoro, a palazzo Chigi e all’Antitrust, ha espresso alcuni dubbi. «Sarebbe bene introdurre il parere di Banca d’Italia sulle pratiche antitrust interamente trasferite all’esclusiva competenza dell’Agcm – ci spiega -. Io volevo questo trasferimento, ma mi è parso eccessivo non dare alla Banca d’Italia neppure il parere. E ho posto il problema di una riformulazione della delega per il riparto di compiti fra Consob e Banca d’Italia, in modo da assicurare un’esaustiva tutela delle due finalità – stabilità e trasparenza – ad esse affidate».

            Barricate sulla Covip
            Il ministro del Lavoro Cesare Damiano sta in silenzio. Si capisce però che la decisione di sopprimere la Covip, proprio durante l’operazione-Tfr, non lo convince. Stessa posizione espressa dalla Commissione guidata da Luigi Scimia, che venerdì ha infranto il galateo istituzionale diffondendo una nota di protesta: «In questo modo si mina profondamente la legittimità dell’Autorità, che proprio in questi mesi è chiamata a svolgere una funzione essenziale per assicurare il decollo della previdenza complementare e lo sviluppo del settore».

            I sindacati sono dello stesso avviso. Protestano tutti, in prima fila Cisl, Uil e Ugl. «Non si cambiano le regole del gioco e l’arbitro nel momento più delicato della partita» denuncia il segretario confederale della Uil Lamberto Santini. Che difende anche l’Isvap e parla di scelta «intempestiva, illogica e rischiosa».