“Riforme” La rivolta delle categorie

29/01/2007
    sabato 27 gennaio 2007

    Pagina 2 – Economia

      liberalizzazioni

        La rivolta delle categorie
        mega-sciopero dei benzinai

          La Ue: riforme ok. Consumatori: 1000 euro di sgravi

            Padoa-Schioppa:
            così tagliamo
            le rendite.
            Distributori chiusi
            14 giorni

              ROMA – Il day after delle liberalizzazioni diventa quello della rivolta delle categorie e delle corporazioni colpite. Annunciano due settimane di serrata i benzinai (i primi due ci saranno il 7 e l´8 febbraio) che prevedono migliaia di posti di lavoro a rischio e un crollo verticale della qualità del servizio per gli automobilisti; protestano i parrucchieri contro il rischio di una liberalizzazione «selvaggia» del settore con la deregulation di orari e licenze. Lancia l´allarme sul futuro delle pensioni integrative la Covip (l´autorità per la previdenza complementare le cui funzioni dovrebbero essere divise tra la Banca d´Italia e la Consob) proprio adesso che è in corso l´operazione Tfr; le autoscuole prevedono strade più pericolose per l´aumento dei concorrenti; ultimi scampoli di protesta, con l´avvio delle celebrazioni per l´inaugurazione dell´anno giudiziario, anche da parte degli avvocati colpiti, però, dal primo decreto Bersani.

              Una raffica di no arriva dalle associazioni dei commercianti, che con il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, dicono che «la lenzuolata di liberalizzazioni si è tradotta in scampoli mal riusciti»; deluse le piccole imprese della Confapi e i proprietari di casa della Confedilizia; apprezzano, invece, gli artigiani, mentre l´Ania (le assicurazioni) prepara un ricorso a Bruxelles per l´eccessivo «dirigismo e l´inutile demagogia» del provvedimento Bersani che vieta l´esclusiva per gli agenti. Esultano le associazioni dei consumatori che fanno i conti e, forse con un po´ di ottimismo, stimano i risparmi possibili: si va dai 300 euro l´anno a famiglia dell´Adiconsum, per arrivare ai 1.330 euro dell´Adusbef, passando dai 500 del Codancons e di Altroconsumo e dai 1005 della Federconsumatori. Scendono in campo anche i sindacati: tiepida la Cisl di Raffaele Bonanni che condivide gli obiettivi delle liberalizzazioni ma chiede più coinvolgimento delle parti sociali (molti benzinai sono iscritti alla Cisl); più positivi i giudizi della Uil di Luigi Angeletti e della Cgil di Guglielmo Epifani che parla di «scelte coraggiose e opportune». Sì anche dalla Confindustria («un segnale interessante», secondo il direttore generale Maurizio Beretta) e dalla Compagnia delle opere. Resta in stand by la levata di scudi degli edicolanti perché la liberalizzazione della vendita dei giornali non è stata approvata ma finirà nel disegno di legge di riforma dell´editoria.

              Da Davos, dove è in corso il World economic forum, arriva anche il commento del ministro dell´Economia, Tommaso Padoa-Schioppa: «Il pacchetto sulle liberalizzazioni può essere una svolta per invertire il forte protezionismo che caratterizza alcune componenti di rendita che esistono nell´economia, rendite che non sono in un solo settore ma che, in più punti, interessano tutti i settori».

              Il primo settore a mobilitarsi sarà quello dei gestori delle pompe di benzina, convinti che rischiano di essere fagocitati dalle grandi catene dei supermercati. Ma un pieno sostegno al provvedimento del governo Prodi è arrivato dal commissario europeo per l´Energia, Andris Piebalgs: «Le liberalizzazioni che il governo italiano ha approvato sul fronte della vendita dei carburanti consentiranno di portare più garanzie e migliori prezzi per i consumatori. Noi valutiamo molto positivamente il passo fatto dall´Italia».

              (r.ma.)