“Riforme” Il governo vince in farmacia e perde coi taxi

02/04/2007
    sabato 31 marzo 2007

    Pagina 2- Politica

    il caso
    Il bilancio ella prima enzuolata

      Il governo vince
      in farmacia
      e perde coi taxi

        PAOLO BARONI

          Al ministero per lo Sviluppo economico il check-up sulla prima lenzuolata delle liberalizzazioni è continuo. E mano a mano che i risultati arrivano alla «cabina di regia» di via Veneto confermano la bontà di molte delle scelte. «Il bilancio dei primi dieci mesi – spiega Antonio Lirosi, direttore generale armonizzazione del mercato e tutela dei consumatori – è positivo». In tutto, col primo round di liberalizzazioni varato nel luglio 2006, sono 14 le restrizioni alla concorrenza abolite dal governo. Bene, in generale, commercio, licenze e servizi bancario-assicurativi, ancora problemi invece per i taxi. Giudizio sospeso sulle professioni.

          Il dato più sorprendente è quello delle farmacie: in meno di 10 mesi, grazie alla liberalizzazione della vendita dei prodotti da banco, ne sono state aperte quasi mille. Centinaia di farmacisti sono stati assunti nella grande distribuzione, altrettanti sono diventati imprenditori in proprio. L’85% delle nuove aperture riguarda infatti esercizi di vicinato: erboristerie e parafarmacie, solo il 15% sono corner nei centri commerciali.

          Molti fondi e società di private equity si sono fatti sotto per aprire catene di parafarmacia in franchising. Insomma, come dicono gli uomini di Bersani «la scossa è arrivata, il mercato si è mosso». Creando nuovi posti di lavoro per tanti giovani, e producendo vantaggi significativi anche per i consumatori, che oggi beneficiano di sconti sui farmaci da banco nell’ordine del 20%, con punte del 25-30% per prodotti come aspirina, enterogermina, moment e voltaren. La liberalizzazione delle licenze per la produzione di pane è un altro provvedimento che ha dato risultati notevoli: da luglio 2006 a febbraio 2007 sono stati infatti 2.131 i panifici aperti senza licenza. Diverso invece il discorso sulle altre norme di liberalizzazione del commercio (distanze minime, assortimento merceologico, promozioni, ecc.) che sul loro cammino hanno trovato parecchi ostacoli: Sicilia e Veneto, come è noto, hanno addirittura presentato ricorso al Consiglio di Stato. Altre, invece, hanno reintrodotto dei vincoli. È il caso della Liguria, che però è stata subito pizzicata dall’Antitrust e dovrà correggere la legge regionale varata a gennaio.

          Sempre all’Antitrust è demandata la verifica sulle modifiche introdotte ai codici deontologici degli ordini professionali. In questo caso si trattava di abolire le tariffe minime, consentire la pubblicità ed introdurre nel nostro ordinamento le società multidisciplinari formate da professionisti con diverse specializzazioni.

          Magari controvoglia ma entro i termini di legge (1 gennaio 2007) tutte e 27 le associazioni hanno provveduto a recepire le novità del primo decreto Bersani. Starà al Garante della concorrenza verificare la qualità degli intervenire ed accertare che notai, avvocati, ingegneri, geologi, e compagnia non abbiano combinato pasticci. Nel frattempo, mentre i consumatori lamentano che i prezzi delle prestazioni non sono scesi, l’Antitrust (grazie ai nuovi poteri ottenuti sempre con la legge 248) ha imposto all’Ordine dei veterinari di abolire le tariffe minime. E i taxi? In tutto le città che sono riuscite ad introdurre migliorie al servizio, aumentando il numero delle vetture in servizio, potenziando i turni oppure assegnando nuove licenze sono 6-7. A fare da apripista Roma, Milano, Bologna e Firenze. Nella capitale sono state rilasciate 200 nuove licenze, l’obiettivo è quello di arrivare a fine anno a quota 7300, contro le 5800 del luglio 2006. Il servizio lascia però ancora molto a desiderare ed i prezzi, come hanno dimostrato di recente le ricerche di Bankitalia e Altrocosumo sono tutt’altro che scesi. Adesso, in particolare a Roma, la richiesta della categoria è proprio quella di ritoccare all’insù i listini. Nel settore dei servizi bancari e assicurativi il bilancio per le tasche dei cittadini-consumatori è decisamente più positivo: dopo la cancellazione dei costi di chiusura dei conti correnti bancari una circolare del ministero ha esteso la misura ai conti titoli. «Anziché 3-400 euro – spiega Lirosi – le banche potranno esigere solo le spese vive documentate, roba da pochi centesimi». Bene anche la cancellazione dell’obbligo del notaio per i passaggi di proprietà di auto, motorini e barche: quasi tutte le agenzie di pratiche si sono adeguate, le stime parlano di 70 milioni risparmiati in pochi mesi. Bene anche l’indennizzo diretto dell’Rc auto: nel primo mese di applicazione, febbraio, già l’8,3% dei sinistri (quasi 8300 pratiche) è stato rimborsato nel giro di 30 giorni. Avanti di questo passo e a breve anche i pezzi delle polizze dovrebbero calare.