“Riforme” Finanziaria, assalti alla diligenza addio

05/02/2007
    sabato 3 febbraio 2007

    Pagina 32 – Economia/Imprese&Mercati

    Padoa-Schioppa presenta la sua riforma: legge più snella e stop a micromisure e localismi. I primi risultati della commissione tecnica già a marzo

      Finanziaria, assalti alla diligenza addio

        Capitoli ridotti da tremila a poche decine. Nuovi indici per valutare la spesa

        ROBERTO PETRINI

        ROMA – Finanziaria, Dpef e Bilancio dello Stato: da quest´anno di cambia. Il ministro dell´economia Tommaso Padoa Schioppa ha presentato ieri in consiglio dei ministri l´atteso documento che apre la strada alla riforma dei conti dello Stato. La prossima Finanziaria sarà assai più snella, prevederà indicazioni sulle risorse da assegnare per grandi capitoli di spesa e soprattutto, come spiega il rapporto, dirà stop ad interventi «microsettoriali e localistici». La riforma della Finanziaria viene comunque lasciata al Parlamento, ma il governo dà indicazioni anche sul nuovo iter: alla presentazione del testo da parte del governo dovrebbe seguire un primo esame sulle macrocifre da parte della Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, successivamente gli interventi di dettaglio sarebbero lasciati alle Commissioni di merito e, dopo una pausa, si passerebbe al voto in aula (a quel punto, con tutta probabilità, inemendabile).

        Ma per arrivare a questo risultato è necessario disboscare la foresta pietrificata del bilancio dello Stato (in Francia è stato necessario un lavoro quinquennale). Il primo passo, che il Tesoro si impegna a fare entro il 31 marzo, è proprio la riclassificazione del bilancio. Oggi infatti il bilancio è ripartito in circa 3.000 capitoli che sostanzialmente non parlano tra loro, si spende per il medesimo obiettivo ma la mano sinistra non sa cosa fa la destra. Con la riclassificazione che sarà affidata ad una costituenda «Commissione tecnica per la finanza pubblica», il bilancio sarà ripartito per funzioni (sanità, istruzione, giustizia ecc.). Tutto sarà più semplice e leggibile.

        Non si tratterà tuttavia solo di una riduzione della montagna di carte che ogni anno affollano la sessione autunnale di bilancio. Il programma di Padoa-Schioppa prevede anche la cosiddetta «spending review», cioè la valutazione e il monitoraggio della spesa dello Stato: sarà effettuato entro il 30 giugno e ci dirà quali spese dovranno essere abbandonate e quali potenziate. Chi sa oggi quanto vale un euro speso dallo Stato? La Commissione, entro il 30 settembre, dovrà presentare una serie di indici statistici speciali in grado di valutare l´efficienza della pubblica amministrazione: avremo, ad esempio, lo scuola-index, l´ospedale-index, il tribunale-index, il certificato-index. Ogni indice ci dirà se la spesa è efficace, oppure se ci sono sprechi. Se bisognerà spendere di più e meglio e in quale specifico comparto.

        Il quadro che si profila a regime, quando ciè la riforma sarà definitivamente operativa. poi, i ministri responsabili dei programmi «riferirebbero almeno una volta l´anno al Parlamento sullo stato di attuazione dei programmi di spesa, sugli atti compiuti per il raggiungimento degli obiettivi e sulle misure adottate per migliorare l´efficienza operativa». Il dicastero di via XX Settembre «in cooperazione con i singoli ministeri provvederebbe ad un monitoraggio continuo dei dati rilevanti». Secondo il ministro, il processo andrebbe ripetuto «con cadenza biennale, in modo da impostare l´allocazione della spesa pubblica su un orizzonte temporale di medio termine che favorisca la programmazione».