“Riforme” Energia, incentivi per famiglie e imprese

20/02/2007
    martedì 20 febbraio 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

      Energia, risparmi e incentivi
      per famiglie e imprese

        Il governo vara il piano. Ridurre le importazioni e le emissioni. Favorite le fonti rinnovabili

          di Bianca Di Giovanni/ Roma

          ENERGIA- Questa volta la «lenzuolata» è verde. Un «pacchetto» di misure per aumentare l’efficienza energetica, tutelare l’ambiente e favorire l’innovazione industriale è stato presentato ieri dai ministri Pier Luigi Bersani e Alfonso Pecoraro Scanio e il viceministro Vincenzo Visco alla presenza di Romano Prodi. «Il Paese ha bisogno di cambiare registro – ha detto il premier – importiamo troppa energia dall’estero. Ma siamo ancora in tempo per rimediare ai ritardi».

          Si parte con sei mosse per favorire la domanda di energia «pulita» da parte di famiglie e imprese e con l’avvio del primo progetto sull’innovazione industriale che sarà coordinato da Pasquale Pistorio in veste di project manager. Pistorio lavorerà gratuitamente: il suo staff dovrà delineare le azioni necessarie per lo sviluppo del settore. Entro 4 mesi è atteso il piano programmatico.

          Difficile fornire il dato preciso delle risorse impegnate su questo fronte. Bersani ha indicato la cifra di un miliardo in tre anni destinato alla «eco-industria». Decisivo il capitolo risparmio energetico. «Se raggiungiamo un obiettivo di risparmi del 20% – ha spiegato Bersani – si può evitare di importare energia». Sul gas il titolare dello Sviluppo economico ha voluto anche smentire con forza tutte le indiscrezioni giornalistiche su ipotetiche nuove «Iri» o «scatole» pubbliche per le reti:. ««Smentisco assolutamente. Noi guardiamo all’esigenza industriale. La separazione della rete del gas, così come avvenuto per quella elettrica, ci sarà a condizioni date e con attenzione all’assetto azionario».

          A lla cifra indicata da Bersani si aggiunge il miliardo e mezzo annuale pagato dai consumatori in bolletta, che da quest’anno sarà destinato esclusivamente alle fonti rinnovabili (non più alle assimilate inquinanti), come ha ricordato Pecoraro Scanio. Per i consumatori, poi, una fitta serie di incentivi fiscali («questo è fisco ecologico», ha dichiarato Visco) previsti in Finanziaria. Il viceministro ci ha tenuto a precisare che l’«anima verde» della manovra non è stata sufficientemente apprezzata dai mass-media, che hanno preferito criticare misure come quella sul bollo auto destinate proprio a ridurre l’impatto ambientale del traffico. Le misure appena varate potranno anche aiutare la crescita – osserva Bersani – visto che l’andamento del Pil è dato oggi lievemente discendente.

          La prima tappa delle misure per i consumatori consiste nell’emanazione dei decreti attuativi (firmati ieri dai due ministri) di alcune parti della Finanziaria. Si prevede tra l’altro l’innalzamento dal 36% al 55% della detrazione fiscale per interventi di risuzione della dispersione termica, l’installazione di pannelli solari e la sostituzione di vecchie caldaie con le nuove. Detrazioni del 20% per le industrie che acquisteranno motori ecologici. Incentivi per le auto a Gpl con la riduzione del carico fiscale del 20%. Non mancano inentivi al settore agroenergetico , con sconti fiscali sul biodiesel e il bioetanolo. Entro il 31 marzo saranno erogabili le risorse del fondo Kyoto (600 milioni) destinato a misure di tutela dell’ambiente. In via di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale il decreto per la produzione di energia elettrica dal sole (fotovoltaico). Si potenzieranno i certificati «bianchi» e si riesaminerà il meccanismo dei certificati «verdi». Particolare attenzione è riservata alla bioedilizia, con l’introduzione di un «coefficiente ambientale» per gli immobili immessi sul mercato e parametrei più stringenti sulle nuove abitazioni. Positivo il giudizio delle associazioni ambientaliste e dei consumatori. Per Legambiente si tratta di un «ottimo inizio per recuperare su Kyoto». Anche se Grazia Francescato chiede un passo indietro sul carbone. Bene anche da Guidalberto Guidi, presidente di Confindustria Anie, che chiede però di ampliare gli incentivi anche a tipologie di motori di potenza inferiori ai 5 kW, che costituiscono l’area più importante per il risparmio energetico.