“Riforme” Bersani: «Rutelli ha rischiato di rovinare tutto»

26/01/2007
    venerdì 26 gennaio 2007

    Pagina 2 – Primo Piano

    LIBERALIZZAZIONI
    APPROVATO IL DECRETO

      Personaggio
      Bersani e il suo derby col vicepremier

        “Rutelli ha rischiato
        di rovinare tutto”

        PAOLO BARONI

        Quando l’accusano di occuparsi solo di «minutaglie», a Bersani va subito la mosca al naso. E si arrabbia di brutto. «Dicono che mi dedico solo delle questioni minime, ma ricordo a tutti che l’Enel in Italia sono stato io a spacchettarla» ripete da giorni. «Per me il riformismo è concretezza: cambiare le cose a cominciare a quelle più vicine alla gente». Per questo le critiche che gli ha rivolto Rutelli e che ha letto ieri sui giornali non gli sono andate giù. «Non possiamo fare soltanto provvedimenti che colpiscono le piccole categorie mentre non si toccano i santuari» sosteneva il vicepremier. Che bollava come «ridicole» le misure su parrucchieri e benzinai. «Il contro-piano di Rutelli? Un’operazione immotivata – ribattevano ieri mattina dal ministero dello Sviluppo economico -. Una mossa mediatica e politica più che di sostanza». Infatti «se non apriamo settori come quello dei parrucchieri o se lasciamo dei tetti numerici per le guide turistiche, tutti i giovani che seguono i corsi di formazione delle Regioni che fine fanno? E’ tutta gente che resta a spasso».

          Nel merito «molte cose» del «fazzoletto» del vicepremier, come poi si è visto, erano già state inserite nella «lenzuolata» di Bersani, altre «già dette» o «già fatte» come la liberalizzazione delle ferrovie, altre ancora invece «sono impossibili» da mettere in pratica (come l’uscita immediata dell’Eni da Snam Rete Gas, poi accantonata), oppure «insensate» e «contrarie alla logica delle liberalizzazioni» come l’idea di far nascere un acquirente unico per il gas.

            Dopo aver lanciato il sasso, a sua volta, Rutelli ieri si è affrettato a smentire le «frasi che mi sono state attribuite dai giornali» ribadendo «pieno apprezzamento» per il lavoro del collega: «Nessuno scontro con Bersani, nessun derby». «Ci vuole pazienza» commentava invece il ministro emiliano. «Poteva essere una giornata trionfale per il governo che lanciava la seconda ondata di liberalizzazioni – aveva confidato ore prima ai suoi – e invece Rutelli con le sue mosse ha rischiato di rovinare tutto». Una volta varato il pacchetto-liberalizzazioni, a tarda sera, il clima si è fatto più disteso. «C’è stata una straordinaria capacità di condivisione e discussione – ha dichiarato Bersani -. Questo non è il lavoro di uno solo, ma di tutto il governo». Soddisfatto il ministro e soddisfatto il vicepremier: «Dai trasporti agli aeroporti ai mutui – proclamava Rutelli – tutte le mie proposte sono state accolte. E anche su Snam Rete Gas abbiamo trovato un’intesa».

              Vista dal versante di piazza della Croce Rossa la partita ha assunto toni ancora più accesi. Sia il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro che quello dei Trasporti Alessandro Bianchi hanno fatto fuoco e fulmini contro il progetto di Authority per i trasporti. L’ex pm, già mercoledì, ha espresso i suoi dubbi «di metodo». E poi ieri mattina, quando ha realizzato che stavano togliendo all’Anas le competenze sulle autostrade, è quasi esploso. Anche ai Trasporti sono volate parole grosse: si parlava di «mossa a tradimento», di «manovra a tenaglia» di Ds e Margherita contro un ministro forse troppo attivo, e dunque scomodo. Bianchi ieri mattina prima ha incontrato Di Pietro e poi si è fiondato a palazzo Chigi. A Prodi ha chiesto di stralciare i trasporti dal riassetto delle Authority perché lo svuotamento non concordato del suo ministero avrebbe rappresentato uno schiaffo al Pdci ed al suo unico ministro. Lo stralcio non è passato, ma il Consiglio dei ministri ha preso una settimana di tempo per effettuare alcuni ritocchi. Il primo è già deciso: le autostrade restano a Di Pietro.