“Riforme” Approvato il decreto

26/01/2007
    venerdì 26 gennaio 2007

    Pagina 2 – Primo Piano

    LIBERALIZZAZIONI
    APPROVATO IL DECRETO

    Maratona La seduta del Consiglio
    è durata quasi sette ore:
    la più estenuante della legislatura

      Prodi: decisioni
      che cambiano
      il volto del Paese

        «Al governo che ci ha
        preceduto è mancato
        il coraggio di cambiare
        in modo così forte»

          ALESSANDRO BARBERA

          ROMA
          Per farcela c’è voluto tempo, quasi sette ore. C’era da discutere di Afghanistan, scuola, ma soprattutto bisognava ricomporre lo scontro del giorno prima fra i ministri dello Sviluppo Bersani e il vicepremier Rutelli. Verso le dieci di sera, dopo aver rinviato al prossimo consiglio il riordino delle Authority, è arrivato il via libera al pacchetto liberalizzazioni, composto da un decreto e da un disegno di legge. Il premier Prodi, provato dallo sforzo, usa toni trionfalistici: «Cambiamo faccia all’Italia, l’economia è liberata». Per Bersani sono norme che «serviranno a migliorare la vita di tutti i giorni». Il documento messo a punto dal ministro dello Sviluppo – 47 articoli per un centinaio di misure – ha dovuto fare i conti con Rutelli. Il leader della Margherita non era soddisfatto e voleva farci rientrare alcune proposte a lui care. Nonostante ieri mattina buttasse acqua sul fuoco delle dichiarazioni rese ai giornali – «nessuna divisione con Bersani» – in consiglio dei ministri ha insistito perché passassero. Alcune sono state accolte, altre no. Insomma, la messa a punto dei due provvedimenti non è stata semplice. C’era da decidere cosa far entrare subito in vigore, per decreto, e cosa invece esporre al «rischio» della lettura parlamentare con il disegno di legge.

          Ma bisognava anche tenere conto del monito del Quirinale, che due giorni prima aveva raccomandato a Bersani di non eccedere con la decretazione d’urgenza. Per evitare di mettere troppa carne al fuoco si è invece deciso di rinviare la riforma delle autorità di controllo al prossimo consiglio. C’erano le riserve di Di Pietro (infrastrutture) e di Bianchi (Trasporti). Per di più mancava il «padre» della bozza, Enrico Letta, costretto a letto con l’influenza.

          IL DECRETO. Alla fine nel decreto sono confluiti dodici articoli. C’è la norma che permetterà l’apertura «in un giorno» di un’impresa (basterà un’unica comunicazione al registro delle imprese), e la cancellazione per legge dei costi di ricarica dei cellulari. Entra in vigore da stamattina il recesso immediato «senza vincoli o spese» da tutti i contratti stipulati con operatori di telefonia, reti televisive e provider internet. Via libera alla trasparenza delle tariffe aeree (le compagnie low cost non potranno più reclamizzare voli a un centesimo, ma spiegare che vanno aggiunte le tasse) e alla norma che prevede la «portabilità della targa» come negli Stati Uniti. All’ultimo momento la lobby delle Poste ha invece fatto saltare il «bonus» per le missive arrivate in ritardo o mai consegnate. Arrivano nuovi obblighi sulla data di scadenza degli alimenti, una norma che rende più semplice l’estinzione delle ipoteche sui mutui, nuove tutele in materia di Rc Auto: le compagnie ad esempio non potranno più assegnare automaticamente una classe di rischio più bassa in caso di incidente. Via libera infine alla revoca degli affidamenti per i lavori dell’alta velocità ferroviaria non ancora iniziati e la messa in gara degli affidamenti revocati. Finisce per decreto il monopolio delle guide turistiche (plaudono gli storici dell’arte), mentre estetisti e parrucchieri da oggi potranno aprire negozi senza più limiti territoriali.

            IL DDL. Nell’insieme le novità sono un centinaio. Nel disegno di legge c’è molto altro: Bersani esulta per essere riuscito «dopo dieci anni» a cancellare il Pra (Pubblico registro delle automobili), c’è la liberalizzazione della rete di vendita di giornali e periodici, l’eliminazione delle barriere all’ingresso per diverse professioni – dagli agenti immobiliari alle ditte di pulizia – l’abolizione dei limiti territoriali all’apertura delle sale cinematografiche. Finisce l’era della chiusura obbligatoria al lunedì per i barbieri.

              RUTELLI. Il vicepremier ha dovuto incassare la sconfitta su due punti importanti in materia di energia: la norma (già entrata e uscita dalla Finanziaria) che avrebbe dovuto imporre a Eni di cedere rapidamente il controllo di Snam Rete Gas (cioè la rete di distribuzione) e l’istituzione dell’«importatore unico». L’hanno bocciata tutti: da Prodi a Rifondazione Comunista. Per i sostenitori del libero mercato c’è una norma-bandierina: l’istituzione di una sorta di «borsa del gas».