“RiformaLavoro” L’apprendistato parte nelle Regione

24/10/2005
      Sette
    lunedì 24 ottobre 2005

    Pagina 8 – Riforma del lavoro

      L’apprendistato parte in Toscana, Marche, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia

        Basilicata
        Nessun accreditamento per le agenzie private per il lavoro. La regione sul punto non ha ancora definito i criteri per l’accreditamento e di conseguenza non ci sono gli indirizzi per definire gli standard operativi o gli orientamenti sul grado di apertura ai privati. Va meglio sul fronte dell’apprendistato. L’assessorato alla formazione e lavoro guidato da Carlo Chiaruzzi ha comunque insediato un gruppo tecnico e avviato il dialogo con le parti sociali per definire la nuova disciplina regionale. Intanto è partito il progetto di riqualificazione dei centri per l’impiego. Un investimento di 3 milioni di euro per modernizzare e riqualificare i servizi consulenziali. Il mercato del lavoro ha visto una crescita dei contratti atipici negli ultimi cinque anni. Secondo i dati forniti dall’Elba (ente Basilicata lavoro) i contratti atipici sono 22 mila.

        Lombardia
        Gioco d’anticipo per la regione sulle riforme del lavoro che si è incamminata sulla strada della flessibilità del mercato del lavoro già dal 2001. Otto milioni di euro è lo stanziamento per la formazione di circa 10.335 apprendisti. Inoltre sono state attivate sperimentazioni per l’apprendistato professionalizzante. Processo che ha subito un’accelerazione nel secondo semestre 2005 con la stipula di una serie di protocolli d’intesa con le maggiori componenti sociali presenti sul territorio. Mentre infine l’apprendistato per l’alta formazione prevede l’attivazione di un circuito lombardo di master universitari.

        Veneto
        L’apprendistato viaggia solo on-line. E sono 35 mila le domande di apprendistato che dal 4 aprile, data in cui è partita la nuova procedura, sono state inviate.
        È questa una delle novità di maggior rilievo della legge regionale del Veneto. Inoltre è partita anche la borsa del lavoro, ´alla data di ottobre sono 3 mila i curriculum vitae che sono pervenuti, inoltre ci sono attualmente 100 vacancy’, racconta Santo Romano, dirigente della direzione lavoro della regione Veneto, ´sono ancora pochi contatti ma l’obiettivo è quello di incrementare e aumentare. Per le regole del Veneto l’apprendistato prevede il piano formativo individuale. In stand by l’accreditamento. La legge che istituirà l’elenco è in itinere e sarà discussa nei prossimi mesi’.

        Friuli Venezia Giulia
        Un testo unico in tema di lavoro è la legge regionale del 9 agosto 2005 del Friuli Venezia Giulia. Un provvedimento corposo che spazia dal recepimento della riforma del lavoro alle regole sulla tutela delle nuove forme di lavoro con la previsione di un fondo di garanzia per il sostegno del ricorso al credito dei lavoratori a termine e dei co.co.pro. I soggetti interessati all’accreditamento dovranno superare una doppia iscrizione: la prima presso la direzione regionale competente. In questo caso l’accreditamento regionale è il requisito preliminare per ottenere con atto successivo e distinto per i servizi al lavoro. Anche in questo caso però solo un’attività successiva definirà le procedure dell’accreditamento, i requisiti minimi e le modalità di verifica delle competenze.

        Piemonte
        L’accreditamento muove i primi passi in Piemonte. Oggi infatti la giunta regionale darà il primo via libera al pacchetto di regole che disciplinerà l’elenco e i requisiti per ottenere da parte delle agenzie del lavoro l’autorizzazione. Requisiti che puntano soprattutto alla qualità professionale e alla metodologia dell’erogazione dei servizi. Le regole comunque non dovrebbero preoccupare già chi opera sul territorio: l’autorizzazione, fanno sapere dagli uffici regionali, mira a qualificare soprattutto le società di piccola dimensione.

        Liguria
        Sperimentazioni per l’apprendistato in Liguria dal valore complessivo di circa 4 milioni di euro. Mentre nulla di fatto per l’accreditamento delle agenzie per il lavoro che operano sul territorio ligure sulla base dell’autorizzazione nazionale. La regione è orientata comunque a potenziare soprattutto le strutture pubbliche puntando sull’efficienza dei centri per l’impiego e sull’avvio della borsa del lavoro partita circa due mesi fa. I dati forniti dall’assessorato al lavoro indicano per i curriculum vitae di un potenziamento degli inserimenti dei centri per l’impiego (rispettivamente 46,1% e 53,9%) rispetto a quelli inseriti tramite internet (circa il 60%) (rispettivamente 46,1% e 53,9%). L’analisi dei dati storici evidenzia invece una maggiore attività da parte dei servizi pubblici (73,3% dei curricula inseriti). Resta a livello sperimentale (dieci annunci pari al 2,28) l’inserimento tramite le Agenzie per il lavoro, attraverso le quali, finora non sono state presentate che proposte di lavoro interinale. Ciò dimostra, fanno sapere dall’assessorato ligure, che il buon funzionamento delle strutture pubbliche rende marginale l’utilità delle agenzie private, rafforza i servizi pubblici e sottrarre ´mercato’ alle Agenzie per il lavoro private.

        Marche
        Definizione ampia dei servizi al lavoro che potranno svolgere i soggetti privati accreditati. Trovano riconoscimento l’attività di orientamento, l’incontro della domanda e offerta di lavoro, la prevenzione della disoccupazione di lunga durata e il monitoraggio dei flussi del mercato del lavoro. La legge regionale n. 2 del 25 gennaio 2005 delle Marche prevede poi che a questo scopo sia istituito l’elenco regionale. Per ottenere l’accreditamento, precisa la normativa, i soggetti dovranno applicare integralmente i contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali e aziendali; in caso contrario scatta la revoca dell’accreditamento. Sarà la giunta regionale che, sentite le parti sociali, dovrà definire, successivamente, le procedure per l’accreditamento, i requisiti minimi, che terranno conto delle capacità gestionali e logistiche, le competenze professionali, la situazione economica e le esperienze maturate nel contesto territoriale di riferimento. I soggetti accreditati potranno svolgere una serie di strumenti negoziali ma non potranno occuparsi degli adempimenti amministrativi relativi alla certificazione dello stato di disoccupazione. Anche per l’apprendistato la legge regionale demanda all’attività della giunta le definizioni delle modalità di svolgimento dei tirocini e dell’apprendistato professionalizzante. La legge infine specifica la possibilità estesa anche alla scuola secondaria di secondo grado, oltre che all’università, di poter svolgere attività di intermediazione esclusivamente per i propri studenti, garantendo coerenza tra percorsi formativi e l’eventuale collocazione lavorativa.

        Emilia Romagna
        Ogni apprendista dovrà avere il suo piano formativo individuale. Lo ha deliberato la giunta regionale che ha inteso così dare una prima applicazione degli aspetti formativi del nuovo apprendistato professionalizzante, in applicazione, oltre che della norma nazionale, anche della legge regionale sul lavoro. Mentre per l’accreditamento la regione pone una linea divisoria tra attività dei soggetti accreditati e competenze esclusive del pubblico. Restano infatti di esclusiva competenza dell’amministrazione le comunicazioni del lavoratore e le certificazioni (disoccupazione, concessione dell’indennità), mentre i servizi di consulenza e di orientamento possono essere forniti anche dai soggetti accreditati. Le regole sono cambiate dal 12 settembre. Infatti, con l’entrata in vigore della legge regionale sul lavoro del 17/2005, per ogni assunzione dovrà essere predisposto un Piano formativo individuale (Pfi) che definisca, per tutta la durata del contratto, il complessivo percorso formativo dell’apprendista. Uno sguardo al sociale per tutto l’impianto della legge sul lavoro che disciplina anche gli incentivi, gli assegni formativi e la carriera esterna, la conciliazione tra lavoro e famiglia e i diritti per i disabili.

        Toscana
        Domande di autorizzazione per l’accreditamento al via in Toscana. Unica regione del giro di ricognizione di ItaliaOggi Sette ad avere attivato con decreto del 24/3/05 i formulari per la presentazione delle domande di autorizzazione per l’iscrizione all’albo regionale delle agenzie per il lavoro e delle domande di accreditamento per lo svolgimento di servizi al lavoro. Mentre ha preso il via dal 1° aprile 2005 l’applicazione dei nuovi contratti di apprendistato professionalizzante.
        Le domande di accreditamento possono essere presentate sia alla regione (se i soggetti chiedono per più province) o alla provincia territorialmente compentente (se si decide di svolgere l’attività presso una sola provincia). I soggetti interessati possono utilizzare per l’invio delle domande la procedura on-line. ´Abbiamo deciso di non procedere a una legge specifica e generale sul lavoro ma di inserire modifiche nella legge regionale 32 del 2002 (Testo unico della normativa della regione Toscana in materia di lavoro), rinviando poi a un regolamento attuativo in materia. In questo modo abbiamo voluto confermare l’integrazione delle politiche che ispira la nostra legge regionale’, spiega Gianfranco Simoncini, assessore all’istruzione, formazione e lavoro della regione Toscana. In particolare, la legge 1º febbraio 2005, n. 20, e il dprg del 2 febbraio 2005, n. 22/R, ha recepito e disciplinato le parti di competenza regionale previste dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Una separazione di competenze ai vari attori del governo locale dunque: alle province sono state attribuite competenze in materia di accreditamento (di diretta ed esclusiva competenza per i soggetti che operano su un solo territorio provinciale), di apprendistato (il piano provinciale dell’apprendistato), nella disciplina della somministrazione per i lavoratori svantaggiati e delle convenzioni per l’inserimento lavorativo dei disabili (la regione approva preventivamente le convenzioni quadro, rinviando all’azione concertativa e attuativa provinciale).