“RiformaLavoro” Boom di rapporti a tempo determinato

24/10/2005
      Sette
    lunedì 24 ottobre 2005

    Pagina 5 – Riforma del lavoro

      Boom di rapporti a tempo determinato

        di Daniele Cirioli

          Posto fisso, addio: è il caso di dirlo. La flessibilità porta nuovi posti di lavoro, ma per la maggior parte di essi si tratta di rapporti a tempo determinato: il risultato si raggiunge leggendo i dati statistici Inail (www.inail.it) sulle comunicazioni di assunzione e di cessazioni dei rapporti di lavoro (subordinati e parasubordinati), effettuate negli anni dal 2002 al 2005 (per quest’anno il dato è parziale e si riferisce al 19 ottobre, ore 10:15). Si tratta della comunicazione obbligatoria del codice fiscale di lavoratori, dovuta entro 24 ore dall’instaurazione o cessazione di un rapporto di lavoro. Per ciascun anno, sono stati riportati, in tre diverse colonne, i risultati dei posti di lavoro aumentati (segno positivo) o diminuiti (segno negativo) distinti nelle tipologie di tempo determinato (prima colonna) e tempo indeterminato (seconda colonna), nonché nel totale (terza colonna).

          In tutti gli anni i posti di lavoro crescono: 914.657 sono i nuovi lavoratori registrati nel 2002; 608.869 nel 2003; 558.895 nel 2004 e, al 19 ottobre 2005, 950.447 (un boom rispetto al passato). In tutti gli anni, a eccezione del 2005, inoltre, si tratta di nuovi posti di lavoro stabili.

          Infatti, il dato della terza colonna (totale) è il risultato della somma dei dati delle prime due colonne, cioè dei posti di lavoro a tempo determinato e di quelli a tempo indeterminato. I primi risultano negativi in tutti gli anni dal 2002 al 2004, il che significa che il numero delle cessazioni è stato superiore a quello delle comunicazioni di assunzione (1.439 risoluzioni di rapporti a termine nel 2002; 84.184 nel 2003 e 131.152 nel 2004): pertanto, il risultato positivo dei nuovi posti deve essere completamente ascritto a rapporti a tempo indeterminato.
          Questo andamento cambia nel 2005. Il dato parziale registra la creazione di 53.735 nuovi posti di lavoro a termine e di 896.712 posti di lavoro a tempo indeterminato. In termini percentuali, dal 2004 al 2005, sul totale dei nuovi posti di lavoro del 2005 (950.447), i rapporti a termine si sono incrementati del 29,12%: un terzo delle nuove assunzioni, dunque, riguarda un contratto flessibile.

            Questo improvviso cambio di rotta è un effetto della riforma Biagi? Sì, con molta probabilità. L’impennata dei contratti a termine si registra nel periodo in cui sono divenute operative la maggior parte delle novità del dlgs n. 276/03. Il provvedimento, in vigore dal 24 ottobre 2003, segna alcune date successive importanti: 11 febbraio 2004 per il contratto d’inserimento, data da far slittare più avanti per il tempo necessario al recepimento da parte della contrattazione; 24 ottobre 2004, termine di proroga legale di tutte le vecchie co.co.co. (in vigore al 24 ottobre 2003) cui segue la proroga del 24 ottobre 2005 per i rapporti procrastinati mediante accordo sindacale aziendale; 15 maggio 2005: entra in vigore la legge n. 80/2005 (cosiddetta competitività) che accelera l’entrata in vigore dell’apprendistato professionalizzante, rimettendone l’operatività alle regole stabilite dalla contrattazione collettiva (ccnl). (riproduzione riservata)