Riforma Tfr, i lavoratori non si fidano

29/05/2006
    Luned� 29 maggio 2006

    Pagina 43 – Economia

    Secondo un�indagine dell�associazione che riunisce i direttori del personale, la maggior parte lascer� intatta la liquidazione

      Riforma Tfr, i lavoratori non si fidano

        Per il 68% delle aziende i dipendenti snobberanno i fondi pensione

        Resta alta la diffidenza
        sulla destinazione
        dei risparmi
        dopo i casi
        Argentina e Parmalat

        GIORGIO LONARDI

          MILANO – Mentre il nuovo governo punterebbe ad anticipare al 2007 la riforma pensionistica prevista nel 2008 la maggioranza dei lavoratori italiani sarebbe intenzionata a lasciare nelle casse aziendali il Tfr maturato annualmente �snobbando� i fondi integrativi previsti dai contratti collettivi di lavoro. Lo sostiene il 68% dei direttori del personale intervistati nel corso di una ricerca sulla riforma dello stesso Tfr a cura di Paolo Citterio presidente di Gidp, l�associazione che raccoglie i direttori delle risorse umane di 1.350 aziende medie e grandi e di Silvia Zanella, responsabile comunicazione di Monster.it. Al contrario il restante 41% degli intervistati � convinto che la maggioranza dei lavoratori verser� la liquidazione nei fondi integrativi.

          Insomma, l�indagine, condotta su un campione di 91 imprese dell�industria e del terziario (i contratti pi� rappresentati sono quello dei meccanici e il commercio) con circa 130 mila addetti, lascia trasparire un certo scetticismo sia nei confronti dei fondi integrativi sia verso banche e assicurazioni. Lo conferma una seconda previsione dei direttori delle risorse umane, relativa alle aziende dei settori che hanno gi� un fondo previsto dal contratto collettivo. Ebbene, in questo caso il 59% degli intervistati ritiene che i lavoratori preferiranno mantenere in azienda il Tfr annuale. Il motivo: vista la bassa inflazione annuale e le disposizioni di legge che consentono di apprezzare annualmente lo stesso Tfr dello 0,75% dell�indice Istat pi� l�1,50% il rendimento garantito appare pi� appetibile di molti investimenti alternativi. Quanto ai nove punti di differenza con il resto del campione si spiegano probabilmente con la fiducia goduta dai rappresentanti dei lavoratori che siedono nei consigli dei fondi.

          �In realt�, spiega Citterio, �siamo di fronte ad un fenomeno complesso che si spiega tenendo bene a mente l�attenzione dei lavoratori per i soldi destinati alla vecchiaia. Da una parte infatti scontiamo la diffidenza nei confronti delle banche dopo i casi di Parmalat, Cirio e dei bond argentini. Dall�altra anche i fondi integrativi di categoria, che investono solo in parte in Borsa, risentono dell�andamento ciclico dei mercati internazionali�.

          Nel frattempo c�� da registrare un altro elemento interessante. Come abbiamo visto il 68% dei direttori del personale � convinto che i lavoratori preferiranno custodire all�azienda il loro Tfr annuale. Per l�84% di costoro, inoltre , si tratta di una scelta che verr� fatta da pi� della met� dei propri dipendenti. Senza contare che una quota consistente dei capi del personale (62%) appare certa che i fondi pensionistici complementari non riscuotano il favore dei lavoratori.

          Certo, visti questi ultimi risultati si potrebbe sospettare che i direttori del personali abbiano un pregiudizio negativo nei confronti del nuovo assetto della previdenza. Eppure il 71% del campione si dichiara a favore della riforma mentre una percentuale analoga (68%) condivide il parere positivo del presidente della Confindustria Luca di Montezemolo nei confronti del Decreto Legislativo che ha varato la riforma previdenziale. Ma non basta. Perch� si registra una robusta maggioranza (69%) anche fra coloro che ritengono sia giusto applicare immediatamente la nuova normativa. Senza aspettare fino al 2008. Proprio come vorrebbe fare il governo.