Riforma tfr, confermato avvio a breve

26/04/2005
    martedì 26 aprile 2005

    Secondo maroni
    Riforma tfr, confermato avvio a breve

      È ´tecnicamente possibile’ che la riforma del tfr e della previdenza complementare possa partire dal prossimo 1° luglio, anche dopo l’impasse dovuta alla crisi politica. Lo ha spiegato il ministro del welfare, Roberto Maroni, annunciando che la prossima settimana, dopo il voto di fiducia, ripartirà il tavolo con i sindacati e le organizzazioni datoriali.
      ´Se riusciremo a recuperare queste due settimane di stop dovuto alla crisi politica’, ha aggiunto il ministro, ´i tempi tecnici ci sono’. Il provvedimento, però, dovrà prima essere approvato in consiglio dei ministri e poi essere trasmesso al parlamento per il parere e quindi tornare in consiglio per l’approvazione definitiva. ´In due mesi ce la possiamo fare’, ha detto Maroni, ´confido che si possa mantenere l’impegno per il 1° luglio e che si possa recuperare il tempo perduto’.
      Obiettivo del governo è far partire il meccanismo del silenzio-assenso (in caso di mancato pronunciamento, il suo tfr confluirà automaticamente nella previdenza complementare) in modo tale da permettere il decollo dei fondi pensione: il decreto sulla competitività sul quale appare probabile il voto di fiducia stanzia per questo scopo 750 milioni nel triennio.

        Intanto, qualche giorno fa, Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil con delega alla previdenza, aveva criticato i ritardi di attuazione della legge delega sulla previdenza, laddove anche il decreto sul superbonus, l’unico andato in porto, si è risolto in un fallimento.

          Secondo la Cgil, infatti, il superbonus si sta rivelando un flop. Da un monitoraggio del dipartimento welfare e nuovi diritti del sindacato emerge che dallo scorso gennaio sono sensibilmente calate le domande per usufruire dell’incentivo del 32,7% in più in busta paga per chi, avendo maturato i requisiti per la pensione d’anzianità, sceglie di restare al lavoro.

            In particolare, la Cgil ha fatto notare che da ottobre (quando le domande sono state 19.383) si è registrato un ´chiaro trend negativo’: dalle 4.530 domande del mese di novembre, e dalle 5.595 di dicembre, si precipita infatti alle 2.336 richieste di gennaio 2005, 1.935 a febbraio, e 2.179 a marzo.

            Insomma, ´dopo l’ottobre del 2004, la media è di 2 mila adesioni al mese.
            Ben al di sotto dunque’, secondo quanto si legge nel rapporto, ´dei successi sbandierati dall’esecutivo’. Non solo, ma il superbonus rischia di creare un notevole ´buco’ nelle casse dell’Inps: oltre il 50% dei richiedenti, sottolinea la Cgil, aveva già scelto di continuare a lavorare per ragioni diverse dall’incentivo. Quindi, il superbonus produrrà un mancato gettito contributivo.