Riforma pensioni, tempi più stretti

22/01/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
018, pag. 7 del 22/1/2003
Teresa Pittelli


Ieri il primo sì della camera alla delega sulla previdenza oggetto di tensioni tra le parti sociali.

Riforma pensioni, tempi più stretti

Via libera all’assistenza sanitaria integrativa per i professionisti

Primo sì della camera alla riforma delle pensioni. La delega sulla previdenza, oggetto di tensioni ancora da risolvere tra le parti sociali (in attesa di convocazione al ministero del welfare), è stata approvata ieri dalla commissione lavoro di Montecitorio, dove era rimasta, non a caso, ben 13 mesi. Ma ora la maggioranza è intenzionata a fare sul serio e Domenico Benedetti Valentini (An), presidente della commissione, ha ´costretto’ i colleghi a esaminare e votare in pochi giorni circa 300 emendamenti. Il ddl passerà oggi al vaglio delle altre commissioni competenti e già da domani dovrebbe essere licenziato per la discussione in aula (che partirà il 28 gennaio). Soddisfatto Roberto Maroni, ministro del welfare, secondo il quale ´è il primo passo per la riforma della previdenza che ci chiede l’Europa’. Maroni ha ricordato che a breve il senato dirà il sì definitivo alla riforma ´Biagi’ del mercato del lavoro, e che sono pronti gli emendamenti al ddl 848-bis sull’articolo 18, in attuazione del Patto per l’Italia (la modifica concordata tra governo e parti sociali, Cgil esclusa, prevede la disapplicazione del reintegro nei soli casi di imprese che superano la soglia dei 15 dipendenti tramite nuove assunzioni).

- Le novità della delega previdenza. Tra gli emendamenti approvati ieri, il via libera all’assistenza sanitaria integrativa per i professionisti, gestita dalle Casse di previdenza di categoria, la costituzione dell’anagrafe dei contribuenti all’Inps, e un Testo unico sulle pensioni da redigere entro 18 mesi dal varo della riforma (tutti presentati dal relatore al ddl, Luigi Maninetti dell’Udc). In più, è stato approvato un emendamento dell’opposizione che prevede la possibilità di andare in pensione con 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. Tra le norme portanti della delega, invece, la decontribuzione da 3 a 5 punti sui neoassunti, la devoluzione obbligatoria del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione e gli aumenti in busta paga per due anni, come incentivo per i pensionandi a restare a lavoro. Quest’ultima misura, però, dovrebbe essere modificata da un emendamento allo studio del governo, che prevede un super-bonus per i lavoratori, che incrementi del 33% la retribuzione, accompagnato da agevolazioni fiscali per le imprese. La misura non è stata però discussa dalla commissione, e sarà quindi presentata in aula, insieme agli altri interventi (come i disincentivi al pensionamento) allo studio del welfare.

- Alle Casse la gestione di sanità e previdenza integrative. Gli enti di previdenza privatizzati potranno offrire agli iscritti (circa 1 milione di lavoratori) anche assistenza sanitaria. Secondo Maurizio de Tilla, presidente dell’Adepp, l’associazione di 19 Casse che da tempo reclamava la possibilità di gestire un secondo pilastro sanitario ad ampio raggio (per il momento la possibilità di svolgere assistenza sanitaria è limitata alla stipula di polizze sanitarie per grandi eventi, già attivate da alcune Casse come quella degli avvocati), ´è un passo avanti, anche se speravamo che la norma fosse approvata in Finanziaria, data l’urgenza di assicurare la sanità integrativa agli iscritti che ne hanno bisogno’. Ma le Casse potranno gestire direttamente, in forza di un altro emendamento approvato nei giorni scorsi dalla commissione, anche la previdenza complementare professionale. Due norme che, secondo de Tilla, vanno nella direzione di fare delle Casse ´non solo enti previdenziali, ma centri di assistenza e servizi per i professionisti’.

- Nodo totalizzazione. Un terzo emendamento, infine, prevede che ´si dovrà rivedere l’istituto della totalizzazione (il cumulo gratuito degli spezzoni contributivi, ndr) in modo da estenderne l’operatività a chi ha maturato i requisiti minimi per ottenere la pensione in uno degli enti presso cui sono accreditati i contributi nonché alle pensioni di anzianità’. Una norma che non trova il consenso dell’Adepp. ´Siamo contrarissimi a estendere la totalizzazione sia all’anzianità, perché mi sembra in controtendenza con le stesse politiche del governo’, dice de Tilla, ´sia a chi ha già maturato una pensione’.