Riforma pensioni, rinviato l’esame

21/07/2004


           
           
           
           
          ItaliaOggi Primo Piano
          Numero 173, pag. 3 del 21/7/2004
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          Riforma pensioni, rinviato l’esame
           
           
          La riforma delle pensioni slitta alla prossima settimana. L’assemblea di Montecitorio ieri ha, infatti, votato a favore della proposta di invertire l’ordine del giorno dei lavori, consentendo di fatto un rinvio dell’esame del provvedimento.

          Lo slittamento è stato proposto in aula dal deputato della Lega Andrea Gibelli, ufficialmente per permettere l’esame di alcuni decreti in scadenza. A favore, ma esprimendo parole critiche, si è dichiarato il capogruppo diessino Luciano Violante. Il voto dell’aula di Montecitorio è stato all’unanimità. Ma la riforma delle pensioni quando tornerà all’esame dell’aula? ´Non dipende da me, io l’avevo calendarizzata…’. Così il presidente della camera, Pier Ferdinando Casini, ha risposto in Transatlantico, e ha aggiunto: ´C’è un po’ di confusione. C’è la necessità di mettere ordine, se non altro nei lavori parlamentari. Per questo’, ha annunciato, ´domani (oggi per chi legge, ndr) alle 12 ci sarà una conferenza dei capigruppo’. Casini non ha escluso, quindi, che alla camera si lavori anche nella prima settimana di agosto. ´In quella settimana c’è tanta gente che lavora’, ha sottolineato, ´non credo che ci si debba scandalizzare se i parlamentari lavorano, se c’è da fare. Se i nodi politici non si sciolgono, si lavorerà una settimana in più’.

          ´No comment’, invece, del ministro del welfare al rinvio. Mentre Gianfranco Fini a proposito di un eventuale ricorso al voto di fiducia sul provvedimento ha sottolineato ´personalmente non credo che sarà necessario’. Fini ha ricordato che comunque il consiglio dei ministri ha già votato l’autorizzazione a porre il voto di fiducia sul provvedimento.

          Violante ha sottolineato, invece, che il rinvio è stato proposto dalla Lega ´solo per pressare l’Udc sul federalismo’. Il capogruppo dei Ds ha quindi rivolto parole durissime all’indirizzo del governo: ´Dopo questo salasso voi dovrete presentare tra poche settimane una nuova manovra finanziaria ancora più pesante e rocambolesca. Come giustificherete gli altri 40 mila miliardi di vecchie lire’, ha sottolineato nel corso dell’illustrazione della questione pregiudiziale alla riforma delle pensioni, ´che chiederete agli italiani a settembre, ammesso che bastino?’ Il capogruppo dei deputati della Margherita, Pierluigi Castagnetti, ha parlato di ´una maggioranza che continua a sopravvivere sotto una tenda a ossigeno’

          Secondo il capogruppo Sdi Ugo Intini, ´la Lega ha cominciato a ricattare concretamente il governo il giorno stesso della sostituzione di Bossi. Chiedendo il rinvio della riforma sulle pensioni, ha infatti reso chiaro che non la voterà se contemporaneamente la maggioranza non darà segno di piegarsi a votare il federalismo nella forma distruttiva dell’unità nazionale pretesa dalla Lega stessa’.

          Secondo il presidente della commissione lavoro della camera Domenico Benedetti Valentini (An), il rinvio ´ripropone il problema della fiducia’. Per Valentini ´l’obiettivo resta quello di licenziare il provvedimento prima delle ferie estive’. Se una riforma è urgente, ´lo resta quali che siano i passaggi della politica e i tavoli delle verifiche infinite.

          A questo punto restano tre-quattro giorni utili in parlamento. Se l’opposizione farà ostruzionismo’, ha concluso, ´si riproporrà il problema della fiducia’.