«Riforma pensioni o si rischia il declino»

09/06/2003



        Sabato 07 Giugno 2003
        Economia


        «Riforma pensioni o si rischia il declino»

        Santa Margherita – Casini: basta caccia alle streghe sulle colpe pregresse di Governi o parti sociali, servono politiche comuni di rilancio


        DAL NOSTRO INVIATO
        S. MARGHERITA LIGURE – Riconoscere, senza più ambiguità, che la situazione economica italiana è in «declino». Non serve, però, «la caccia alle streghe» sulle responsabilità di questo o di quel Governo. Piuttosto bisogna cominciare a lavorare insieme sulle riforme necessarie. A partire dalle pensioni perché la «spesa previdenziale costituisce un freno gravissimo al pieno sviluppo del nostro Paese». Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, davanti alla platea dei giovani imprenditori, affronta tutti i temi più spinosi intervenendo anche nel dibattito in corso sulla revisione del Patto di stabilità. La terza carica istituzionale dello Stato invita soprattutto l’opposizione a non lasciare cadere i segnali del premier sulla necessità di aprire una discussione a livello europeo per «garantire nuove opportunità per gli investimenti».
        Sulla necessità di una riforma delle pensioni si apre una polemica, dai toni soft ma non troppo, con il ministro del Welfare Maroni che interviene subito dopo il presidente della Camera. «La riforma delle pensioni già c’è. Ed è ai tre quarti del suo percorso parlamentare», dice il ministro leghista che boccia la «Maastricht del welfare perchè quello della previdenza non è solo un problema di impatto finanziario ma anche, o soprattutto, sociale». Maroni, insomma, continua a difendere la delega previdenziale e insiste sul «no» all’introduzione di disincentivi per aumentare l’età pensionabile. «Ho chiesto un incontro al premier e a Tremonti per una verifica tecnica degli strumenti più opportuni per attuare gli obiettivi della delega». Niente verifica politica, «il Governo non è a rischio», assicura Maroni che non esclude di cambiare idea. «Sono convinto – ha detto Maroni – che la delega va bene così. Dovranno convincermi del contrario. Vedremo, tutto si chiarirà entro l’estate».
        Sulla revisione del Patto di stabilità il ministro leghista ritrova una sintonia con gli altri componenti della maggioranza annunciando un intervento del premier. «È possibile che durante il semestre di presidenza Ue, il presidente del Consiglio avanzi formalmente la proposta di non calcolare le spese di investimenti per la ricerca scientifica nel patto di stabilità», ha detto Maroni aggiungendo «io ne sarei molto soddisfatto». Già nel suo intervento, il presidente della Camera, aveva invitato «tutti a un confronto costruttivo sulla posizione del premier» per «garantire comunque nuove opportunità per gli investimenti soprattutto in un periodo di stagnazione» come quello attuale.
        La necessità di riforme, per uscire dalle secche di un’economia in affanno, è stato il cuore dell’intervento di Casini che non vuole indicare «soluzioni specifiche» ma fa appello a uno sforzo comune, maggioranza e opposizione, sui nodi della competitività. «Gli sforzi delle imprese – ha detto Casini – vanno sostenuti con la leva fiscale ma anche con la semplificazione dell’accesso al credito». Proprio su questo passaggio, il presidente della Camera risponde alle parole del Governatore Fazio che, nella sua relazione annuale, aveva indicato le banche come esempio da seguire: «È necessario un dialogo più trasparente tra imprese e sistema bancario, che pure, al pari degli altri attori, non mi sembra esente da responsabilità». L’obiettivo a cui deve puntare ora l’Italia, anche in vista del semestre di presidenza europea, è quello «di un forte rilancio dell’intero sistema produttivo italiano». Non serve nascondersi dietro le parole: «Le considerazioni finali svolte dal Governatore della Banca d’Italia, restituiscono l’immagine di un sistema economico in declino. Tale situazione, e su questo bisogna essere chiari – sottolinea Casini – è una condizione oggettiva. Credo sarebbe controproducente lasciare margini di ambiguità in proposito». Un declino che «viene da lontano» ma ora è tempo di agire. In questo contesto diventa urgente mettere mano al sistema previdenzial: «La mancanza di un intervento risolutivo sul tema delle pensioni può ingenerare un drammatico conflitto generazionale».
        Dopo gli appelli bipartisan sull’economia, dal presidente della Camera arriva una ferma condanna a chi viola le regole del conflitto sociale: il riferimento è alle proteste di questi giorni degli assistenti di volo Alitalia. «È inammissibile – ha detto Casini – un comportamento come quello di ricorrere in massa alla presentazione di certificati medici per condurre un’azione di chiara natura rivendicativa».
        LINA PALMERINI