Riforma pensioni, effetto elezioni

14/04/2004

 

 
 
 
ItaliaOggi Primo Piano
Numero 089, pag. 3 del 14/4/2004
Autore: di Teresa Pittelli
 
Riforma pensioni, effetto elezioni
 
L’esame della delega è slittato a maggio, ma la maggioranza è divisa sui tempi d’approvazione
Confindustria: no al rinvio. Schifani (Fi): rispetteremo impegni
 
Effetto europee su riforma delle pensioni e conti pubblici. L’esame della delega sulle pensioni impantanata da ben due anni in parlamento, e che il governo voleva portare in aula per lunedì 19, è slittato a maggio in seguito a una decisione dei capigruppo annunciata nei giorni scorsi dal ministro del welfare, Roberto Maroni. Ma la stessa maggioranza è divisa sui tempi di approvazione. In vista delle elezioni, infatti, secondo alcuni potrebbe prevalere il timore del governo di essere punito nelle urne per l’approvazione di una riforma osteggiata dai sindacati e dall’opposizione, com’è avvenuto al premier francese, Jean Pierre Raffarin. Secondo Renato Schifani, capogruppo di Fi a palazzo Madama, invece, ´il senato rispetterà gli impegni e approverà la riforma ai primi di maggio’.

L’incertezza sul provvedimento potrebbe però comportare per l’Italia un declassamento del rating, cioè del giudizio sull’affidabilità dei titoli di stato, dal momento che a Bruxelles la riforma era stata presentata dal governo come urgente e imminente. È quanto teme, tra gli altri, Confindustria, che giudica il rinvio ´molto negativo’. Il ministro del welfare, Roberto Maroni, però, assicura che non c’è da preoccuparsi per lo slittamento ´perché la riforma ha effetto solo dal 2008′, e annuncia un bonus fiscale di 1.000 euro per le coppie in attesa del primo figlio, che sarà esaminato dal prossimo consiglio dei ministri.

Sul piede di guerra, però, anche i sindacati, che, a causa della mancata convocazione a palazzo Chigi, la prossima settimana decideranno nuove iniziative di lotta. ´Rimandiamo ormai la riforma delle pensioni a dopo la verifica del 2005, e stralciamo le norme sulla previdenza complementare che devono partire subito’, è la proposta della Cisl.

- Il nuovo rinvio. La conferenza dei capigruppo del senato ha deciso nei giorni scorsi di rimandare la delega sulla previdenza dal 19 aprile agli inizi di maggio. Rinvio messo in dubbio, però, da Schifani, che ieri sera ha ribadito l’intenzione della maggioranza di rispettare i tempi. Regna quindi l’incertezza. Ma viste le elezioni del 13 giugno in arrivo, la delega rischia di slittare ancora, a causa sia della sospensione dei lavori parlamentari, sia del timore del governo di fare approvare, a poche settimane dal voto, una riforma percepita come ´iniqua’ da una parte degli elettori. E contro la quale i sindacati hanno appena realizzato due scioperi generali. ´La vicinanza delle elezioni può causare qualche problema con i tempi’, ha ammesso Tommaso Zanoletti (Udc), presidente della commissione lavoro del senato che sta esaminando la delega.

- Parti sociali in agitazione. Per Adriano Musi, segretario generale aggiunto Uil, l’incertezza sull’intervento sulle pensioni è la dimostrazione che ´anche il governo è consapevole che quel testo aveva il solo scopo di fare cassa e rispettare gli impegni con l’Europa’. Del resto, la prossima riunione dell’Ecofin è a fine giugno, e quindi ´ora vuole prendere tempo per valutazioni elettorali’, riflette Musi. Un incontro con i sindacati, però, ´è urgente’. Ecco perché Cgil, Cisl e Uil hanno messo in calendario una segreteria unitaria per la prossima settimana, in cui discutere ´nuove iniziative politiche’, come conferma Pierpaolo Baretta, segretario confederale Cisl, che ha anche un piano preciso per la partita previdenziale.

´Il governo sta dimostrando che non c’era urgenza di riformare le pensioni’, spiega Baretta, ´a questo punto tanto vale riaprire un dialogo dopo le elezioni, che punti alla verifica previdenziale del 2005 prevista dalla Dini’.

Le uniche norme che meritano di partire subito, quelle sul lancio della previdenza complementare attraverso il tfr, ´potrebbero essere stralciate e approvate in tempi brevi’.

- Bonus primo figlio. L’assegno di 1.000 euro, attualmente concesso per ogni figlio successivo al primo, nato (o adottato) dal 1° dicembre 2003 al 31 dicembre 2004, sarà esteso anche al primo bebè. Requisito per le madri: essere cittadine italiane o Ue, residenti in Italia al momento del parto. In casi eccezionali, come madre deceduta al momento del parto o madre minorenne, l’assegno può essere erogato al padre. (riproduzione riservata)