RIFORMA MERCATO DEL LAVORO, POCHI GLI AVANZAMENTI PER LA TUTELA DEL LAVORO FEMMINILE

18/04/2012

18 aprile 2012

Riforma mercato del Lavoro, pochi gli avanzamenti per la tutela del lavoro femminile

L’ipotesi di riforma del lavoro, ancora in approvazione, ha introdotto alcune misure per la conciliazione tempi di vita e di lavoro e tutela del lavoro femminile.
“Troppo pochi gli avanzamenti, siamo ancora molto lontani dal risolvere i tanti problemi delle lavoratrici”. Ad affermarlo è Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil responsabile delle Pari Opportunità, che analizza i pro e i contro delle più significative modifiche:
“Nei contratti Part time, è positiva l’introduzione del diritto di denuncia/ripensamento del patto di clausole elastiche e flessibili che nei contratti del commercio e della distribuzione cooperativa era stato già a suo tempo introdotto, e su cui la contrattazione integrativa aziendale della categoria si era già esercitata nell’ampliare la casistica dei motivi per cui si potesse “denunciare il patto” e le tempistiche entro cui esercitare il ripensamento.
Le dimissioni in bianco non tornano ad essere poi sanzionate come prevedeva la legge 188/2008 ma rese meno agevoli attraverso procedure di convalida ancora una volta di tipo amministrativo che chiamano in causa la DPL: è chiaro che in questo provvedimento si attutisce di molto il potere di deterrenza che la norma del 2008, poi abolita dal ministro Sacconi, garantiva.”
Per quanto riguarda invece il diritto al congedo di maternità e paternità, l’introduzione dei 3 giorni di congedo obbligatorio per il padre “appare più una bandiera da sventolare che un effettivo primo passo per scardinare la diffusa opinione che le conseguenze professionali della maternità restino in capo alle donne” prosegue Sesena “Del resto la possibilità di permutare il congedo parentale in voucher utili a garantire un servizio di baby sitting, depotenzia quanto fu previsto dalla legge 53/2000, ossia la possibilità per il padre di fruire in alternativa alla madre del congedo parentale, ottenendo in questo caso un bonus di un mese in più di astensione. E’ infatti chiaro che la eventuale permuta della ex aspettativa facoltativa rappresenta un’opzione che verrà esercitata solamente dalle lavoratrici, costrette ancora una volta a scegliere se delegare a terzi la cura del figlio per rientrare prima al lavoro, o prolungare l’assenza, vedendosi interrotti anche eventuali percorsi di carriera. Nonostante il ministro Fornero vesta e svesta con disinvoltura la casacca di Ministro Delle Pari Opportunità questo paese non era non è e rischia di non diventare un paese "per donne".