Riforma lavoro, Cisl e Uil pronte a chiedere ritocchi

11/06/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
137, pag. 3 del 11/6/2003


Le correzioni saranno portate il 18 giugno sul tavolo di Roberto Maroni.

Riforma lavoro, Cisl e Uil pronte a chiedere ritocchi

Decreto di attuazione della riforma del lavoro da rivedere. All’incontro di mercoledì prossimo con il ministro del welfare, Roberto Maroni, i sindacati sono decisi a proporre ritocchi volti a definire meglio il ruolo delle parti sociali nell’attuazione delle nuove tipologie contrattuali e del collocamento privato.

E se la Cgil ha già dato il via alla fase della dura contestazione, annunciando due ore di sciopero contro il maxidecreto varato dal consiglio dei ministri venerdì scorso, Cisl e Uil, che hanno tenuto una linea meno dura sulla riforma del mercato del lavoro, stanno valutando attentamente il testo del decreto legislativo per predisporre eventuali correzioni da portare il 18 giugno sul tavolo di Maroni.

´Il decreto ha bisogno di alcuni ritocchi e precisazioni’, ha commentato Savino Pezzotta, leader della Cisl, che è stato il primo a chiedere al ministro del welfare ´un incontro urgente’. Mentre secondo Adriano Musi, numero due della Uil, il sindacato ´si sta interrogando sul modo di mettere più in risalto i diritti contrattuali dei lavoratori e il ruolo che le parti sociali avranno nell’attuazione dei singoli istituti creati dal decreto legislativo’. Secondo Musi, in particolare, le nuove tipologie di contratti flessibili, ma anche l’affidamento ai privati dell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, potrebbero portare a ´un’eccessiva polverizzazione delle tutele contrattuali e della pari dignità tra i lavoratori assunti a tempo indeterminato e quelli affittati o ingaggiati dalle imprese con le nuove modalità contrattuali’.

Il rischio che si vuole evitare, insomma, ´è di lasciare il ruolo del lavoratore interamente al buon cuore del datore di lavoro’, sottolinea Musi, ´e le eventuali correzioni al testo andranno in questa direzione’. Un altro spunto di discussione potrebbe poi essere quello dei diritti alla formazione, alla previdenza e agli ammortizzatori sociali dei nuovi lavoratori. Anche se su questo capitolo Cisl e Uil attendono la conclusione dell’iter del disegno di legge 848-bis che contiene le modifiche all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, insieme alla riforma degli ammortizzatori sociali e agli incentivi all’occupazione legati a percorsi formativi. Ieri la commissione lavoro del senato ha ripreso l’esame del provvedimento (relatore Oreste Tofani di An), con l’illustrazione dei circa 700 emendamenti, presentati in gran parte dall’opposizione. A fronte della cautela di Cisl e Uil, però, la Cgil non sembra intenzionata a mediare, né sulla delega n. 30 né sulla delega bis. Contro il decreto di attuazione della legge 30, anzi, il segretario generale Guglielmo Epifani, che lo considera ´uno strumento di precarizzazione del mercato del lavoro’ e ha già annunciato ´due ore di sciopero generale in tutti i luoghi di lavoro, da accompagnare con assemblee per discutere su queste controriforme e sui modi per rafforzare le proposte messe in campo dalla Cgil’.

E a Cisl e Uil Epifani dice di ´chiedersi se sia giusto che il governo abbia agito senza sentire i sindacati’. C’è poi, sempre aperta, la partita delle pensioni. I sindacati avevano dato al governo una sorta di ´ultimatum’, chiedendo di avere risposte chiare entro l’8 giugno, in merito alle proposte di revisione della delega sulla previdenza (sempre all’esame del senato).

In particolare, Cgil, Cisl e Uil reclamano l’eliminazione della decontribuzione fino al 5% sui neoassunti, del trasferimento forzoso del trattamento di fine rapporto nei fondi pensione e della parità di trattamento tra fondi chiusi e aperti. Finora il governo non ha dato alcuna risposta, forse anche a causa delle elezioni amministrative che si sono chiuse soltanto con il voto di domenica scorsa.