Riforma delle professioni: il ministro respinge le critiche dell’Antitrust

29/04/2005
    venerdì 29 aprile 2005

      NORME E TRIBUTI – pagina 25

      RIFORMA DELLE PROFESSIONI • Il ministro respinge le critiche dell’Antitrust sulla scarsa attenzione alla concorrenza

      Castelli: «No al liberismo selvaggio»

      Per il Guardasigilli il progetto non sarà abbandonato Gli Ordini mettono nero su bianco le correzioni necessarie

      M. C. D.

        ROMA • Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, respinge le critiche dell’Antitrust sugli orientamenti del Governo per la riforma delle professioni. « Dobbiamo vivere in un mondo liberale afferma il Gurdasigilli — dove deve esserci la concorrenza, ma non il liberismo selvaggio ».

        Secondo il ministro, che è intervenuto al congresso dei consulenti del lavoro, per tutelare il cittadino « servono regole. Gli imprenditori e i consumatori hanno il diritto di sapere se si rivolgono a un professionista qualificato » . Castelli è, dunque, convinto che « il testo di riforma degli Ordini non verrà abbandonato » , anche se la crisi politica dei giorni scorsi e le divergenze all’interno della maggioranza lo hanno spinto a ritirare l’emendamento al decreto legge sulla competitività. Per il Guardasigilli la proposta, pur manchevole della disciplina sulle società, contiene passi avanti, come l’obbligo della formazione continua ( su cui vigileranno gli Ordini) e della polizza per la responsabilità civile. L’assemblea nazionale costituisce poi un organismo di raccordo ( e di contrappeso) tra il potere del Consiglio nazionale e degli Ordini territoriali.

        Le linee della riforma sono state, invece, giudicate insufficienti dall’Antitrust, in quanto si consacrano le tariffe minime, si rigetta la pubblicità comparativa, si tace sulle società, si mantiene un ampio controllo da parte degli Ordini sui candidati alla professione (si veda
        «Il Sole 24 Ore di ieri). Infine, si rischia di estendere le riserve degli Ordini, vietando il riconoscimento delle Associazioni i cui iscritti esercitano attività « regolamentate o tipiche » degli Ordini. Un paletto che la commissione Bilancio del Senato ha ristretto alle attività riservate.

        Tuttavia, dopo le proteste degli Ordini, non è escluso che il maxi emendamento predisposto dal Governo accolga la formula sponsorizzata dagli Albi, secondo cui il riconoscimento delle Associazioni è precluso anche nel caso di esercizio di attività regolamentate o tipiche degli appartententi agli Ordini. In alternativa, la richiesta è sempre degli Ordini, il legislatore potrebbe stralciare il comma sul riconoscimento delle Associazioni.

        La pronuncia dell’Antitrust, comunque, rimette in pista tutto l’emendamento Castelli, che darebbe garanzie agli Ordini contro " colpi di mano" liberisti. In questo senso arriva un appello del Guardasigilli. « Chi si oppone alle aperture che il testo contiene — dice il ministro — ostacola una riforma positiva».

        La risposta degli Ordini arriva attraverso una lettera dei presidenti dei Consigli nazionali di avvocati, dottori commercialisti e ragionieri, fatta propria dal presidente del Comitato unitario degli Ordini, Raffaele Sirica.

        L’emendamento contiene, infatti, una soluzione equilibrata rispetto alle Associazioni ( attività regolamentate o tipiche escludono il riconoscimento). Sugli altri aspetti gli Ordini chiedono che: l’assemblea nazionale sia solo una facoltà organizzativa lasciata agli ordinamenti professionali; il coordinamento regionale degli Ordini serva solo per confrontarsi con le Regioni; la potestà dentologica resti competenza dei Consigli nazionali, che devono essere sentiti per i decreti delegati di riscrittura degli ordinamenti.

          Sulle competenze la battaglia non è solo tra Ordini e Associazioni ma anche tra gli Albi. I notai hanno criticato la misura contenuta nel Dl competitività di assegnare le esecuzioni immobiliari anche ad avvocati e commercialisti. L’attribuzione— afferma il Consiglio nazionale del notariato — non accompagnata da specifica preparazione e da organizzazione adeguata avrà immaginabili ripercussioni sui tempi e i costi del servizio a discapito del consumatore.