Riforma delle professioni, il Cup chiede modifiche

14/03/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
062, pag. 37 del 14/3/2003
di Ginevra Sotirovic



Per il Comitato sono opportuni alcuni emendamenti alla legge quadro.

Riforma delle professioni, il Cup chiede modifiche

Riforma Vietti da rivedere. ´Opportuni e doverosi emendamenti’, sono quelli che chiede il Cup sulla bozza di legge quadro di riforma delle professioni.

Il testo della commissione Vietti dopo le modifiche apportate il 5 marzo su impulso delle associazioni non regolamentate ha indotto gli ordini a rivedere parzialmente la posizione totalmente positiva assunta qualche settimana fa.

Un’assemblea fitta di interventi quella che si è svolta ieri tra gli ordini e collegi che costituiscono il comitato unitario delle professioni. Un appuntamento importante, visto che all’ordine del giorno c’era l’esame dell’ultima bozza elaborata dai tecnici del ministro della giustizia coordinati dal sottosegretario Michele Vietti.

´Preso atto delle modifiche del governo’, si legge nello scarno comunicato diramato in serata, il Cup si riserva di approfondire per aree tematiche il nuovo testo, prima di proporre l’introduzione di nuovi emendamenti.

´Non si tratta di una chiusura’, spiega il presidente del Cup, Raffaele Sirica, ´ma è certo che il nuovo testo presenta alcune difficoltà che vanno affrontate’. Nei prossimi giorni, dunque, tutti gli ordini divisi per aree (sanitaria, ingegneria-architettura, guiridica, umanistica e scientifico-tecnologica) dovranno esprimere un parere sul nuovo testo, che sarà poi illustrato dai delegati di ciascuna di queste aree al sottosegretario Vietti.

I punti più critici riguardano le nuove norme inserite sulle associazioni ordinistiche, che sembrano appesantire il testo e ingenerare confusione. Da rivedere è anche l’utilizzo dello strumento della delega che, secondo il Comitato degli ordini, appare fin troppo ampio.

A via Arenula il Cup andrà il prossimo 19 marzo, giorno in cui il sottosegretario ha fissato l’inizio del giro di consultazioni politiche sui contenuti della riforma. Nella stessa giornata, infatti, sarà anche ricevuta una delegazione del Colap, il Comitato delle libere associazioni non regolamentate, e, con molta probabilità, le rappresentanze sindacali.

Il testo, dunque, con buona possibilità potrà subire nuovi ritocchi e, dopo le richieste delle associazioni che il governo ha cercato di soddisfare, potrebbero essere quelle degli ordini e dei sindacati a tenere banco. Il rischio è però che si tiri troppo la corda e che nel tentativo, di tutti, di rafforzare la propria posizione all’interno dello schema di legge quadro, si arrivi poi per rompere degli equilibri già molto fragili.

Un altro nodo da sciogliere riguarda invece i rapporti, non sempre facili, fra governo e parlamento. Il ministro della giustizia, Roberto Castelli, infatti, dovrà decidere se trasformare il testo della commissione in un articolato da portare al consiglio dei ministri oppure se consegnare il documento alla commissione giustizia del senato, dove si stanno già discutendo alcuni disegni di legge di riforma delle professioni. Ipotesi quest’ultima fortemente caldeggiata dal presidente della commissione di palazzo Madama, Antonino Caruso, ma non vista con favore da via Arenula.

Pagina a cura
Dell ’Ufficio Stampa Del Consiglio Nazionale
Dell ’Ordine Dei Consulenti Del Lavoro