Riforma dell`apprendistato con tre nuovi contratti

04/05/2011

ROMA- Sarà presentato domani, in consiglio dei ministri, il decreto legislativo che riordina il contratto di apprendistato, sulla base delle linee guida siglate nell`ottobre scorso. Ieri il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ne ha presentato una bozza alle parti sociali, visto che il percorso normativo prevede un accordo con queste e con le Regioni, prima del passaggio nelle commissioni parlamentari. Sacconi ha spiegato che «la riforma definisce l`apprendistato come un contratto a tempo indeterminato con tre possibilità: quella per il conseguimento di una qualifica professionale per i giovani senza diploma; quella che si definisce come contratto di mestiere e si conclude con la verifica della specifica competenza professionale; e quella di alta professionalità e di ricerca per concorrere o conseguire titoli universitari e di scuola secondaria superiore o di praticantato professionale finanche di dottorato di ricerca». Dall`iter normativo scaturirà un testo unico che abrogherà le leggi esistenti. Il ministro ha voluto condensare l`impianto normativo in pochi articoli, probabilmente sette, e pochi commi, proprio per agevolarne al massimo l`applicazione. Ampio il rinvio alla contrattazione collettiva sia per quanto riguarda la durata che i profili professionali. Nel merito, la novità più importante sta nel fatto che il contratto è stato riformato in mo- do da farne lo strumento principale di accesso nel mondo del lavoro anche per chi l`abbia perso. La prima delle tre forme di apprendistato, quella che riguarda i giovani tra i 16 e i 18 anni non compiuti che debbano completare l`iter formativo, potrebbe essere assistito da forMaurizio Sacconi me di agevolazione per le imprese che lo adottino. Allo stesso modo potrebbe essere incentivato anche l`apprendistato professionalizzante, cioè quello che riguarda i maggiorenni tra i i8 e i 29 anni. Il terzo tipo di apprendistato, quello di alta formazione, viene esteso dal campo della ricerca e del dottorato a quello del praticantato negli studi professionali. Nell`incontro si è parlato anche di rivedere l`attuale normativa sugli stage, tirocini e i contratti di collaborazíone professionale (co.co.pro), in modo da limitarne l`abuso. La delega è a costo zero, dunque
eventuali incentivi anche sul piano contributivo, devono essere trovati attraverso una razionalizzazione dei fondi già disponibili, a partire da quelli europei. Un`ipotesi è anche quella di aumentare i contributi sui contratti co.co.pro per abbassarli per quelli di praticantato. Per il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, si tratta di «un`impostazione seria che sarebbe giusto, da parte del governo, incentivare attingendo alle risorse delle politiche
per l`occupazione». Secondo Claudio Treves (Cgil), «ciò che ha impedito finora all` apprendistato di decollare è stato il conflitto Stato-Regioni». «La Cgil – ha concluso – parteciperà alla discussione con spirito costruttivo». Giudizio positivo della Confindustria: «Condividiamo la riforma. Ricordo che si tratta di una forma di lavoro a tempo indeterminato», ha detto Giorgio Usai, direttore dell`area industriale.