Riforma del tfr, dal senato il via libera soltanto giovedì

08/11/2005
    martedì 8 novembre 2005

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      Riforma del tfr, dal senato il via libera soltanto giovedì

        di Luca Saitta

          Il senato licenzia al fotofinish il parere sulla riforma del tfr, proprio a ridosso del consiglio dei ministri chiamato, giovedì prossimo, 10 novembre, a esprimere il giudizio definitivo sul decreto che rilancia la previdenza complementare. A causa delle aule occupate di palazzo Madama, la settimana scorsa, per le sessioni di bilancio, la commissione lavoro farà slittare a giovedì mattina il secondo giudizio sul provvedimento. Se il deposito del parere si verificasse alla scadenza del termine, anticiperebbe di poche ore il voto finale del cdm. ´Il calendario dei lavori è stato discusso con l’esecutivo e siamo in tempo’, afferma a ItaliaOggi il presidente della commissione lavoro al senato, Tomaso Zanoletti (Udc). ´A ogni modo, confermo che si tratterà di un documento in linea col parere già licenziato dalla camera’.

          Dunque anche da palazzo Madama arriverà il secondo ok al dlgs, pur con l’auspicio che la riforma possa prevedere una moratoria per le aziende che hanno difficoltà nell’accesso al credito e, dopo una fase di partenza (probabilmente due anni), la portabilità del contributo del datore di lavoro al tfr a fondi aperti e polizze assicurative.

            Il ministro del welfare, Roberto Maroni, si dice sicuro di portare a casa la riforma. ´L’ultimo ostacolo per l’approvazione da parte del governo sono le resistenze di alcune assicurazioni che, tuttavia, credo di poter superare’, ha dichiarato a Varese a margine di un convegno. ´Mi auguro che i problemi dell’altra volta siano archiviati. Se così sarà, potremo dire di aver chiuso la legislatura con la riforma più importante, che riguarda i giovani’.

              Non si esclude, però, che il cdm di giovedì possa riservare qualche sorpresa e che la riforma sia sottoposta a un voto per alzata di mano. Un’ipotesi preoccupante per Maroni, dal momento che non sono pochi i ministri schierati con il premier, Silvio Berlusconi, e le assicurazioni, i principali avversari del decreto. Dal blocco di Forza Italia ai ministri tecnici, a quello delle politiche agricole, Giorgio La Malfa, il fronte potrebbe includere anche il vicepremier, Ginfranco Fini, e il ministro ai rapporti col parlamento, Carlo Giovanardi. (riproduzione riservata)