Riforma del Tfr, avvio difficile

03/03/2005

    giovedì 3 marzo 2005

    sezione: NORME E TRIBUTI – pagina 27

    PREVIDENZA • Clima teso tra i sindacati e il ministro Roberto Maroni Prossimo round il 16 marzo
    Riforma del Tfr, avvio difficile
    Cgil, Cisl e Uil insistono sul provvedimento unico, ma il Welfare punta a un percorso in due tappe

    MARCO ROGARI

    ROMA • Diventa in salita la trattativa su previdenza integrativa e Tfr. La resa dei conti è stata comunque rinviata al prossimo " round" del 16 marzo. Dopo l’incontro di ieri tra Governo e parti sociali rimane una sensibile distanza. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha ribadito l’intenzione di procedere con una operazione in due tappe: • il varo entro marzo di un primo decreto attuativo ( discusso ieri) sulla gestione delle forme complementari e sui compiti della Covip; • la presentazione, non prima della fine di questo mese, della bozza del secondo decreto riguardante l’uso del Tfr con il " silenzio assenso", le agevolazioni fiscali e le compensazioni per le imprese.

    Una soluzione bocciata dai sindacati, che chiedono un confronto su un provvedimento unico e che hanno criticato anche alcune misure della bozza Covip. Di fronte a queste resistenze Maroni ha evitato di chiudere la porta: al prossimo incontro « porteremo — ha detto il ministro — anche il secondo provvedimento per proseguire la discussione in modo organico. Il 16 marzo decideremo se ci sarà un provvedimento o due » .

    Il clima tuttavia è teso. Anche perché i sindacati lamentano il repentino dietro front del Welfare, che nelle scorse settimane aveva avviato il confronto su un’unica bozza di decreto. E, soprattutto, sospettano che questa manovra venga condotta con un preciso obiettivo: assicurare un ruolo di primo piano alle polizze assicurative individuali sul mercato della previdenza integrativa a discapito dei fondi negoziali. Un’operazione che, pertanto, non rispetterebbe la centralità della contrattazione indicata come priorità assoluta nell’avviso comune elaborato nei giorni scorsi dalle parti sociali. Oltre alla tensione c’è anche un po’ di confusione legata al caso Covip. Nella bozza presentata dal Welfare ( si veda « Il Sole 24 Ore » di ieri) tutte le funzioni di vigilanza e controllo sul " mondo" della previdenza complementare, polizze assicurative incluse, vengono attribuite alla Covip.

    Una soluzione che però è in contrasto con il Ddl sulla riforma del risparmio, presentato sempre dal Governo e attualmente al vaglio del Parlamento. E ieri la Covip ha inviato un chiaro messaggio all’Isvap: tutte le pensioni individuali sono di nostra competenza.

    Maroni, in proposito, ha detto che proporrà di modificare il Ddl sulla riforma del risparmio affinché la Covip possa restare l’unico soggetto chiamato a decidere le condizioni di accesso del Tfr alla verie forme di previdenza integrativa.

    Quanto al confronto sul Tfr, Maroni ha cercato di gettare acqua sul fuoco: « Il provvedimento sarà unico dal punto di vista organico, probabilmente sarà diviso in due parti » . In altre parole, verrebbero subito approvate le « regole del gioco » . Per quel che riguarda il decreto su " silenzio assenso", agevolazioni fiscali e compensazioni, Maroni ha affermato che è necessario un confronto anche con le Regioni, e pertanto il varo non può che essere rinviato a dopo lo svolgimento delle elezioni regionali ( non prima quindi della fine di aprile, ma più probabilmente a maggio o giugno). Con conseguente rischio di allungamento dei tempi. In ogni caso Maroni ha definito l’incontro di ieri « positivo » e ha ripetuto che tutte le nuove misure scatteranno a luglio, confermando anche che la dote finanziaria sarà prevista dal decreto competitività ( 20 milioni per il 2005, 200 per il 2006 e 530 per il 2007).

    Dura la reazione dei sindacati. « Ci sono criticità nel percorso e nel testo che ci è stato presentato », ha detto Morena Piccinini ( Cgil). Che ha aggiunto: « Si equiparano sostanzialmente il secondo e il terzo pilastro della previdenza integrativa. Speriamo di poterne ridiscutere il 16, per ora il nostro parere non è positivo ».

    Per Pierpaolo Baretta ( Cisl) è necessaria « una intesa unica » , anche se poi si dovesse decidere di presentare due decreti.
    Secondo Adriano Musi ( Uil), il testo presentato dal Governo è
    «inadeguato e insufficiente ».

    Nel caso di mancata intesa — ha avvertito Musi — « i sindacati decideranno cosa fare della previdenza complementare nei contratti. Visto che si tratta di un costo, potrebbero decidere di eliminarla. Non abbiamo intenzione di fare brokeraggio per nessuno » . Critica anche Renata Polverini, ( Ugl): è inaccettabile l’equiparazione tra fondi integrativi collettivi e polizze individuali, «va fatta chiarezza».

    Il confronto sull’attuazione

    La trattativa e le indicazioni del ministero e dei sindacati in materia di attuazione delle misure per la previdenza complementare Y La trattativa. Il confronto tra il ministero del Lavoro e le parti sociali sulle misure attuative per la previdenza integrativa e il Tfr è cominciato lo scorso anno. Le diversità di opinioni hanno portato le parti sociali a produrre un « avviso comune » Y Un’operazione in due tappe. Il Welfare punta a un’operazione in due tappe, facendo leva su altrettanti decreti attuativi: — il primo su gestione delle forme complementari e compiti della Covip.

    La bozza di questo decreto è stata presentata ieri; — il secondo su uso del Tfr con il " silenzio assenso", agevolazioni fiscali e compensazioni per le imprese. Questo testo, secondo le intenzioni del ministero, sarà presentato tra un mese Y L’incontro di ieri. Il ministero ha spiegato che intende varare il primo provvedimento entro il 20 25 marzo. Ma i sindacati bocciano l’operazione e chiedono un confronto su un decreto unico.

    Il prossimo incontro è stato fissato per il 16 marzo