Riforma del tfr a palazzo Chigi

22/11/2005
    martedì 22 novembre 2005

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    Oggi se ne discute in preconsiglio dei ministri

      Riforma del tfr a palazzo Chigi

        La riforma del tfr approda oggi al preconsiglio dei ministri per una discussione che si preannuncia rovente. An e Lega fanno fronte comune in difesa del decreto Maroni (ma anche l’Udc ha dato il proprio ok), davanti all’ostilità di Forza Italia, orientata ad accogliere le richieste di modifica dell’Ania.

        ´Non cambio il decreto di una virgola, ma l’ultima parola spetta al presidente del consiglio ‘, ha affermato il ministro del welfare, Roberto Maroni dopo le recenti dichiarazioni di Berlusconi riguardanti l’introduzione di alcune aggiunte al decreto.

          Se in parlamento si esclude l’eventualità di una crisi di governo aperta dalla Lega in caso di uno stop definitivo al decreto, non si esclude, però, in tal caso la possibilità di un blocco del Carroccio all’intera riforma previdenziale. Un blocco ventilato indirettamente anche da Alleanza nazionale. ´La riforma va approvata al più presto’, ha sostenuto ieri il ministro per le comunicazioni, Mario Landolfi. ´Questa è la seconda parte di una manovra già operativa, senza la quale la prima è monca’. Ieri, ancora, sono state smentite le voci riguardanti un emendamento preparato dalla maggioranza in materia di tfr da inserire in Finanziaria e favorevole alle assicurazioni. ´Non c’è nessuna iniziativa del genere’, dice a ItaliaOggi Cesare Campa, capogruppo di Forza Italia alla camera presso la commissione lavoro. ´La commissione ha dato il suo parere favorevole al decreto, lasciando al governo la valutazione di inserire un limite temporale alla portabilità del contributo del datore di lavoro’. ´Si tratta di rumors messi in giro per esprimere il malessere dell’esecutivo’, concorda il capogruppo della Margherita, Emilio Del Bono. ´Non vorremmo, però, che all’ultimo minuto spuntasse un meccanismo di portabilità a tempo al quale siamo contrari’. E se il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, allude agli attacchi delle assicurazioni (´C’è qualcuno che cerca di mettersi di traverso. Se, però, prevale l’interesse delle minoranze sul resto del paese, allora qualcosa non va’), un no alla riforma arriva paradossalmente dal Sindacato padano.

          ´Abbiamo sempre detto che una delle priorità era quella di fare partire i fondi regionali e smetterla di andare incontro a questa o a quella lobby’, dichiara il segretario generale, Rosi Mauro. ´Purtroppo dobbiamo constatare che questa manovra riserva solo fregature per i lavoratori del nord e va incontro alle richieste di sindacati e Confindustria’.