Riforma dei contratti: un altro nodo

11/01/2005

    martedì 11 gennaio 2005

      sezione: ITALIA-LAVORO – pagina 21


      Confronto al via sulla revisione degli attuali assetti Seminario sui rapporti con la politica
      Riforma dei contratti: un altro nodo


        SERENA UCCELLO

          MILANO • Non solo contratto dei metalmeccanici e tavolo sulla competitività. Alla ripresa di gennaio l’agenda di Cgil, Cisl e Uil è subito fitta di impegni; in calendario temi come le crisi industriali (a partire dalle Acciaierie di Terni), ma anche il Mezzogiorno. E poi i nodi centrali delle relazioni industriali: la revisione della politica dei redditi e i rinnovi del pubblico impiego.

          Per oggi è in programma il seminario confederale su «Sindacato e politica» oltre a una nuova riunione della Commissione interconfederale sui modelli contrattuali.

          Questioni importanti per ricucire i rapporti interni soprattutto nell’ottica di un proseguimento del confronto con Confindustria, dopo l’accordo sul Mezzogiorno.

          La riforma dei contratti. I lavori della commissione interconfederale, che dovrà definire i nuovi modelli contrattuali, sono partiti la scorsa settimana mettendo a segno un primo risultato positivo. I nove membri della commissione hanno definito i "capitoli" su cui avviare il confronto: dalla concertazione al ruolo dei diversi livelli contrattuali, dalla contrattazione interconfederale e europea alla semplificazione del numero degli accordi. Su questi temi Cgil, Cisl e Uil metteranno nero su bianco le rispettive posizioni. Oggi lo scambio di questi documenti, il 20 il confronto decisivo.

            Il Mezzogiorno. In calendario per il 20, c’è l’assemblea unitaria dei delegati dedicata al Sud: a Roma sono attesi in 4-5.000 mila. A metà febbraio i sindacati replicheranno a Milano, con un’assemblea dedicata questa volta ai problemi dell’industria, a cominciare dalla Fiat.

              Contratti pubblici. Gli statali restano sul piede di guerra pronti a tornare in piazza in occasione del nuovo sciopero generale, promesso per febbraio, per reclamare il rinnovo del contratto. In giorni scorsi i sindacati hanno lanciato una sorta di ultimatum al neoministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, sollecitando un’immediata convocazione, in caso contrario si prepareranno a una nuova mobilitazione generale forse già per fine gennaio.

                Il problema da risolvere è quello della copertura finanziaria necessaria per gli aumenti: il Governo offre il 4,3% , i sindacati chiedono l’8% anche se si dichiarano pronti, per superare la situazione di stallo, a un "accordo ponte" come quello siglato nel febbraio del 2003 con l’allora vice premier Gianfranco Fini.

                  Statuto dei lavoratori. Sullo sfondo resta la grande questione ancora irrisolta. La Commissione di studio insediata a marzo deve elaborare, come ha sottolineato il ministro Maroni, «una o più ipotesi di legge per definire lo Statuto dei lavori». Si tratta cioè di un testo destinato alle forme lavorative non coperte dallo Statuto dei lavoratori, ma che "modificherà" anche le tutele previste da questo per i dipendenti. Al momento, non è stato prodotto alcun testo.

                    Una proposta (o forse più) potrebbe vedere la luce nelle prossime settimane. Ma non è da escludere una richiesta di altro tempo per lavorarci.