Riforma degli Ordini, si riaprono le ostilità

29/09/2003



      Sabato 27 Settembre 2003

      LIBERE PROFESSIONI
      Riforma degli Ordini, si riaprono le ostilità

      Agronomi: rappresentanza alle Associazioni

      CHIARA CONTI


      ROMA – Si riaccende il dibattito sulla riforma delle professioni dopo l’incontro di giovedì tra il ministro della Giustizia Roberto Castelli e i presidenti nazionali degli Ordini. Il possibile scenario prospettato dal Guardasigilli, che ha qualificato come «testo del Governo» quello elaborato dal sottosegretario Michele Vietti (si veda sul punto «Il Sole-24Ore di ieri), ha rinfocolato io malcontenti.
      E ha fatto sì che l’argomento tornasse alla ribalta anche ieri mattina, in occasione della giornata conclusiva del Forum organizzato a Roma dal Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali (Conaf), sul tema «La modernizzazione delle professioni del sistema rurale, dell’ambiente e dell’alimentazione». «Fin da principio – ha commentato il presidente del Conaf Dina Porazzini – non abbiamo nascosto contrarietà alla riforma Vietti e, per come stanno andando le cose, riteniamo che difficilmente diventerà operativa. Per essere efficace la riforma dovrà riscrivere in modo equilibrato i rapporti tra Ordini e associazioni professionali». Secondo Porazzini gli Ordini dovrebbero continuare a gestire gli Albi. Inoltre, «andrebbe rafforzato il loro ruolo di vigilanza circa il rispetto delle regole deontologiche. Alle Associazioni, invece, andrebbe rimessa ogni funzione rappresentativa». Sfiducia all’impianto del progetto varato dalla Commissione Vietti è stata ribadita anche da Giuseppe Lupoi, alla guida del Colap, il coordinamento delle associazioni rappresentative delle professioni non regolamentate. «Il testo – ha spiegato Lupoi – non fa altro che subordinare le Associazioni agli Ordini. Senza contare che, di fatto, non garantisce un percorso di riconoscimento per le Associazioni, prevedendo un iter per diversi aspetti oscuro e troppo prolisso». Preferibile, se pur necessiti ancora di correttivi, è per Lupoi, il testo unificato Federici-Cavallaro, ossia, quello elaborato dalla commissione Giustizia del Senato. Parere tra l’altro condiviso anche dai tributaristi dell’Ancit. Ma il dissenso sulla Vietti trova d’accordo anche altre due associazioni che riuniscono i tributaristi, l’Ancot e la Lapet.
      Roberto Falcone, presidente Lapet, ieri ha scritto al ministro Castelli, manifestando ancora una volta il disappunto nei confronti della riforma proposta dal sottosegretario alla Giustizia, in quanto «non si realizza un sistema duale perfetto tra Ordini e Associazioni».
      Il Colap sollecita dunque il ministro Castelli ad aprire il confronto anche con i rappresentanti delle professioni non regolamentate.