Riforma Biagi, sciopero della Cgil

10/06/2003

 martedì 10 giugno 2003
 
Pagina 29 – Economia
 
 
Verso due ore di astensione dal lavoro entro la fine del mese.
D´Amato: un´iniziativa irragionevole
Riforma Biagi, sciopero della Cgil
Epifani: danno serio al Paese. Il governo: sindacato antagonista
          "Le misure varate rendono più debole chi lavora"
          Il commissario europeo, Mario Monti, promuove le nuove regole sul lavoro

          RICCARDO DE GENNARO
          LUCA PAGNI


          ROMA – La risposta della Cgil alla legge che introduce il lavoro «iperflessibile» non si è fatta attendere: due ore di sciopero, a livello territoriale entro fine mese, contro il decreto attuativo della riforma del mercato del lavoro. È la proposta che il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sottoporrà nei prossimi giorni all´approvazione della segreteria. Lo sciopero – che ha già avuto l´adesione della Fiom – sarà accompagnato da assemblee in tutti i luoghi di lavoro «per discutere sulle conseguenze di questa controriforma sulle condizioni di lavoro e sui suoi riflessi contrattuali».
          Lo annuncia lo stesso Epifani durante l´attivo nazionale dei delegati Cgil per lanciare il «sì» al referendum sull´articolo 18, in programma domenica e lunedì prossimi, un sì che «dopo la legge di riforma del mercato del lavoro – sottolinea il numero uno della Cgil – è ancora più necessario perchè i provvedimenti contenuti nella legge Biagi rendono più debole chi lavora».

          Il presidente della Confindustria, Antonio D´Amato, presente all´assemblea dell´Assolombarda, bolla immediatamente lo sciopero della Cgil come «irragionevole», precisando che l´iniziativa «ha tutto il sapore di una strumentalizzazione politica». Il commissario europeo Mario Monti, davanti alla stessa platea, plaude alla riforma: «Un passo importante verso gli obiettivi di Lisbona». Per il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, «Epifani rilancia la ginnastica dello sciopero, confermando l´idea di un sindacato antagonista: lo propone addirittura prima del negoziato con le parti sociali sulla riforma che inizierà mercoledì 18».
          Epifani, nel frattempo, invita la Confindustria a «fare un esame di coscienza» sulle responsabilità dell´impresa: «Ci sono stati due anni di politiche sbagliate e il Paese si è fermato, non cresce, non produce e diventa sempre più precario. Non ci stiamo nemmeno preparando per una possibile ripresa». A questo proposito il leader della Cgil invita Cisl e Uil a riflettere sui risultati mancati del «Patto per l´Italia». Così come richiama il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, alla coerenza: «Al momento di firmare il Patto ha tentennato, ma poi non si è dissociato. Se l´avesse fatto, oggi la sua protesta sarebbe più coerente e credibile».
          Epifani ha poi una richiesta al governo: quella di mettere in campo, in vista del Dpef e della Finanziaria, «meno furbizia e più impegno», di non cercare sotterfugi nei confronti del Patto europeo di stabilità: «Dopo tutti i sacrifici che hanno fatto i lavoratori, il rigore sta a cuore anche a noi». Epifani rivolge, infine, un pensiero al suo predecessore, Sergio Cofferati: «Ho trovato vergognoso e ai limiti della decenza l´attacco del senatore Cossiga a Sergio Cofferati in relazione alla sua eventuale candidatura a sindaco di Bologna.

          E allora voglio dire con determinazione che qualsiasi attacco a Sergio o a qualcun altro di noi, è rivolto a ciascuno di noi, alla Cgil, alla sua storia, alla sua gente». Parole che suonano come un riavvicinamento, dopo la delusione suscitata nel popolo cigiellino dall´ex leader con il suo schierarsi per l´astensione al referendum.