Riforma Biagi, altolà dell’Ue

02/02/2005

    martedì 1 febbraio 2005

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    Riforma Biagi, altolà dell’Ue
    Anticipata da Bruxelles la bocciatura del dlgs 276/03. Promossa la Germania. Mancano ammortizzatori. Sacconi corre ai ripari

      di Simona Andreazza

        La riforma Biagi finisce sotto accusa da parte dell’Ue e il governo corre ai ripari. Con un pacchetto di misure urgenti in materia di sussidi a favore dei disoccupati che dovrebbe rimediare alla lacuna attualmente presente nella legge, che non prevede l’esistenza di ammortizzatori sociali. È stato il sottosegretario del welfare Maurizio Sacconi, nel corso di un convegno che si è svolto ieri nella sede del Cnel, ad annunciare che l’esecutivo, entro la prossima settimana, ultimerà la messa a punto di una serie di misure che saranno poi sottoposte al più presto all’attenzione delle parti sociali.

          Una precisazione giunta dopo che da Bruxelles era arrivata l’anticipazione di una probabile bocciatura comunitaria del dlgs 276/03 nella bozza del rapporto congiunto sull’occupazione (joint employment report) che dovrebbe essere approvato nel marzo prossimo. A giudizio dell’Unione, infatti, la legge Biagi sarebbe incompleta in quanto priva di una disciplina sui sussidi a favore dei disoccupati.

            Positiva invece la valutazione sulla politica per l’occupazione intrapresa dalla Germania con i quattro pacchetti legislativi (le quattro leggi Hartz) approvati tra il 2003 e il 2004. La riforma attuata dalla Repubblica federale tedesca, secondo Bruxelles, si pone in piena coerenza con la strategia occupazionale europea nel quadro degli obiettivi che gli stati membri, nel vertice di Lisbona del 2000, si sono prefissi di raggiungere entro il 2010.

              Tra gli argomenti trattati nel convegno, inoltre, proprio il confronto tra la politica occupazionale italiana e quella tedesca. I percorsi seguiti dai due paesi nell’attuazione delle direttive espresse dall’Unione in tema di politiche attive del lavoro, infatti, sono molto simili.

                Sia le quattro riforme Hartz sia la Biagi puntano su una politica attiva all’insegna della valorizzazione dei centri dell’impiego, sulla creazione di agenzie interinali private nonché sulla flessibilità del rapporto di lavoro.
                Mentre la Germania, tuttavia, ha avviato un’incisiva riforma del sistema dei sussidi di disoccupazione, introducendo al posto di quelli già esistenti (indennità di disoccupazione per i disoccupati e sussidio sociale per gli inoccupati), che venivano erogati senza limiti temporali, un’unica prestazione consistente in un assegno base da erogarsi a chi ha versato almeno un anno di contributi, in Italia la riforma degli ammortizzatori non è mai stata realizzata.

                  Anche il disegno di legge che prevedeva tale istituto (dl 848/01) è rimasto lettera morta.

                    ´Tale situazione’, ha spiegato Silvia Spattini del Centro studi internazionali e comparati Marco Biagi dell’università di Modena, ´è dovuta al fatto che in Italia non esiste un sistema di protezione sociale forte come quello tedesco. La Germania, al fine di uniformarsi agli standard europei, ha dovuto semplicemente ristrutturare un sistema di sussidi già esistente. In Italia, al contrario, un sistema analogo deve essere ancora creato’.
                    Al convegno, oltre a Sacconi, è intervenuto anche German Andres, sottosegretario del ministero tedesco dell’economia e del lavoro. (riproduzione riservata)