Riforma, avanti tutta

07/09/2004


         
         
         
         
        Numero 214, pag. 32 del 7/9/2004
        Autore: di Ginevra Sotirovic
         
        Riforma, avanti tutta
         
        Ordini pronti alla ripresa dopo l’annuncio di Berlusconi.
        Cup: il testo Vietti non va stravolto
         
        Avanti tutta sulla riforma delle professioni, ma senza stravolgere il testo Vietti. L’uscita del premier Silvio Berlusconi, direttamente dal Workshop Ambrosetti che si è svolto nel fine settimana a Cernobbio, sulla riforma delle professioni (´sarà presentata entro un mese’, ha detto senza oscillazioni) è stata accolta con soddisfazione dal Comitato unitario delle professioni che ieri pomeriggio si è riunito a Roma per discutere la linea di condotta da seguire in vista di questa nuova accelerazione dei lavori.

        Secondo gli ordini che aderiscono al Cup, seppur con qualche distinguo e sfumature diverse, la strada da seguire è una sola: presentare al senato un maxiemendamento così da fondere i principi della bozza Vietti con il testo unificato Cavallaro-Federici che la commissione giustizia di palazzo Madama ha già messo a punto da tempo. Con questa ipotesi concorda pienamente anche il sottosegretario alla giustizia Michele Vietti che definisce l’annuncio del presidente del consiglio come un ´autorevole avallo alla proposta del ministero’. E si augura che con l’incoraggiamento di Berlusconi ´siano superate anche le ultime remore e riserve’ che hanno reso impervio il cammino del testo del ministero.

        Diverse, invece, la posizioni delle associazioni non regolamentate. Il Colap è ferreo nel chiedere precise garanzie per il riconoscimento giuridico delle nuove professioni attraverso una norma che consenta la libera concorrenza e non imponga restrizioni al mercato così come invece sembra fare, a loro parere, il testo Vietti.

        L’Assoprofessioni, invece, ha deciso di non allinearsi con le posizioni del Colap è ha deciso ormai da qualche mese di accettare come base di confronto la bozza del governo, tanto che sono attesi anche incontri con il Cup per cercare di trovare un’intesa di massima sui contenuti della legge.

        Per il momento però i confronti si fanno solo nelle feste di partito. Oggi è la volta della Margherita che ha invitato tutti i protagonisti della vicenda per analizzare le ragioni della mancata riforma (ulteriori approfondimenti a pagina 36). Venerdì sarà la volta dell’Udc che ha voluto inserire tra le priorità della propria azione di governo proprio la riforma delle professioni.

        Ma per il momento non si sa ancora chi e come si metterà al più presto al lavoro, considerando la stretta scadenza indicata dal premier, per realizzare l’ambizioso progetto. Bisogna, infatti, decidere quali e quanti principi estrapolare dalla Vietti e trasferire nel Cavallaro-Federici. Un compito non proprio agevole visto che l’esito e il successo della riforma dipende proprio da questo lavoro di cesello.

        Il Cup, intanto, mette le mani avanti e fa sapere che non intende partecipare ad altre commissioni o tavoli tecnici (ammesso che ce ne saranno) e aspetta solo di vedere le modifiche o il maxiemendamento che dovrebbe essere presentato in senato. Un modo chiaro per far capire al governo che gli ordini si riconoscono pienamente nella bozza messa a punto un anno e mezzo fa dal ministero della giustizia. (riproduzione riservata)