Rifondazione: «tassa sulle rendite al 20 per cento»

25/09/2007
    martedì 25 settembre 2007

    Pagina 21 – Economia

      Rifondazione: "Colpiamo i ricchi
      tassa sulle rendite al 20 per cento"

        Visco sulla Finanziaria: impensabile esaudire tutte le richieste

          ROBERTO PETRINI

            ROMA – «E´ tempo di colpire i ricchi». A ridosso del vertice di maggioranza, previsto per domani, la sinistra radicale va all´attacco e chiede, attraverso il ministro di Rifondazione, Paolo Ferrero (Politiche sociali) di inserire in Finanziaria il provvedimento che eleva al 20 per cento la tassazione sui redditi da capitale, con una franchigia di 150 mila euro per i piccoli patrimoni. La sortita segue il manifesto dei 18 punti presentato dai quattro leader dell´ala sinistra della maggioranza a Prodi nei giorni scorsi, dove si sollevava il medesimo tema, e riecheggia il manifesto presentato lo scorso autunno che recitava: «Anche i ricchi piangano». Ferrero ha ricordato che dal 1983 ad oggi 150 miliardi di euro si sono spostati dai salari alle rendite e ai profitti. A dar man forte al pressing sono giunte le dichiarazioni del sottosegretario all´Economia Alfiero Grandi: con la tassazione delle rendite, escludendo l´intervento sui Bot – ha detto – si potrebbe raggranellare circa 1 miliardo. Anche se Grandi si è mostrato scettico sull´ipotesi che il provvedimento possa entrare in finanziaria: «Se ne sta parlando ma che si riesca a farlo è più complicato», ha dichiarato.

            Un monito al rigore è giunto ieri dal viceministro dell´Economia Vincenzo Visco. «Non possiamo esaudire tutte le richieste», ha detto e ha aggiunto: «Chi pensa che le richieste di ministri, enti locali, comuni, regioni, e di chiunque passi a Piazza Colonna possano essere tutte soddisfatte, si sbaglia di grosso». Visco ha tuttavia assicurato che la Finanziaria sarà un provvedimento «equilibrato» e che bisogna tentare «la massima riduzione della spesa pubblica, senza toccare i diritti acquisiti e qualche taglio all´imposizione fiscale».

            Sul piano delle misure si continua a lavorare al pacchetto fiscale e alle coperture (mancano ancora un paio di miliardi) mentre per oggi è previsto un vertice con le Regioni: la Finanziaria si conferma di 10 più 7,5 del decreto, con un «impatto» complessivo sull´economia di circa 18 miliardi. Si confermano gli interventi su Ici prima casa e una pari detrazione per chi è in affitto con contratto registrato, Ires al 28 per cento con anticipo a novembre, forfait per micro imprese. Ancora si discute se introdurre anche un primo intervento su detrazioni e assegni familiari per i redditi più bassi.

            L´attenzione si focalizza anche sul Mezzogiorno: ieri in un convegno il ministro per lo Sviluppo Bersani ha parlato di un «impegno formidabile» per il Mezzogiorno e ha annunciato «meno incentivi e più investimenti pubblici». Il ministro dell´Interno Giuliano Amato ha invitato a «spendere bene» i soldi per il Sud.

            Infine il Welfare: il ministro del Lavoro Damiano ha ribadito che il protocollo di luglio sulle pensioni finirà in Finanziaria «così com´è».