Rifondazione : i fondi per abolire lo scalone ci sono

16/07/2007
    domenica 15 luglio 2007

    Pagina 6 – Primo Piano

      PENSIONI
      RISCHIO SLITTAMENTO

        “I conti di Tps? Un imbroglio”

        Rifondazione : i fondi per abolire lo scalone ci sono

          AMEDEO LA MATTINA

          ROMA
          Il rebus delle pensioni richiede ancora del tempo e non è affatto scontato che Romano Prodi riesca a chiudere un accordo nei prossimi giorni. Il rischio è che si vada a settembre, ma il premier vuole evitare a tutti i costi questa ipotesi. Si trova però tra l’incudine e il martello di una maggioranza divisa. La copertura finanziaria prevista da Palazzo Chigi e dal ministro Padoa-Schioppa è meno di un miliardo, tutto da reperire all’interno del sistema previdenziale. Per Rifondazione invece la questione delle cifre è «un grande imbroglio». «I conti di Padoa-Schioppa – sostiene il capo gruppo del Prc al Senato Russo Spena – sono fantasiosi. I nostri calcoli, confermati da autorevoli economisti come Gallino che non è un pericoloso bolscevico, dicono che bastano 300 milioni per il 2007 e nei tre anni successi il costo di una riforma come la vogliamo noi arriva a 1000». Anche il ministro per la Solidarietà sociale Ferrero è convinto che le risorse per abbattere lo scalone ci siano: «Ora bisogna evitare che resistenze politiche impediscano l’accordo con il sindacato. Il presidente del Consiglio vada avanti e non si faccia frenare dai freni diretti verbalmente contro di noi, ma in realtà contro il sindacato: puntano a marginalizzarlo e a far saltare il governo».

          Rifondazione non ci sta a farsi mettere in un angolo dai riformisti del Pd e accetta la sfida della copertura finanziaria sollevata dal presidente del Consiglio Romano Prodi. Giordano sostiene che l’Inps ha oltre tre miliardi di attivo e ciò significa che «strutturalmente ci sono le risorse per determinare una proposta in linea con il programma». Ma per il leader se i problemi vengono dal centro, non bisogna gettare la spugna: questo governo è l’unico possibile. E su questa linea al Comitato politico di ieri ha ottenuto una larghissima maggioranza (90%). La posizione alternativa che vuole l’uscita dal governo e non accetta nemmeno lo scalino di 58 anni nel 2008, raccoglie solo 22 voti, tra i quali quelli del sindacalista Fiom Giorgio Cremaschi e del senatore Giannini. Ma per i dirigenti del Prc il dissenso di Giannini non deve preoccupare: al momento del voto o verrà messa la fiducia o prevarrà la «disciplina di partito».

          A parte la guerra delle cifre, rimane lo scontro tutto politico nella maggioranza tra i riformisti e la sinistra radicale che non vuole essere bollata come conservatrice. E che sfida i «falsi innovatori» ad aiutare i giovani cancellando i contratti a termine. I capigruppo della Sd, del Prc e del Pdci chiederanno al Senato di mettere all’ordine del giorno un ddl che prevede l’abolizione di questi contratti che sono, a loro avviso, dei «cappi al collo dei ragazzi». «Voglio vedere – dice Russo Spena – se i vari Dini, Rutelli e D’Alema saranno d’accordo o se diranno di no perché non vuole la Confindustria». Alfonso Pecoraro Scanio punta l’indice contro le «nostalgie neocentriste dei guastatori» ad alimentare le divisioni nel centrosinistra e favorire il «populismo di Berlusconi». Per il ministro dell’Ambiente a questo punto Prodi dovrebbe tirare dritto per non cadere nella trappola di chi vuole rompere il bipolarismo, con «grave danno per il nostro Paese».

          Basta con queste accuse infondate, dicono dalla Margherita: sia Prodi a decidere. «Non siamo interessati – dice Tiziano Treu – a un logorante tiro alla fune tra sinistra e centro. Il premier ha sul tavolo proposte ragionevoli su cui si sta lavorando e che ci possono consentire di superare l’impasse. È una strada stretta, ma è l’unica da prendere per il futuro dell’Italia». E il rutelliano Renzo Lusetti contrattacca ricordando che i moderati dell’Unione hanno sempre lavorato con «assoluta lealtà e impegno per sostenere questo governo»: «Quindi rimandiamo al mittente tutte queste accuse». E a proposito del manifesto di Rutelli che ipotizza nuove alleanze, Lusetti ricorda che gli elettori del centrosinistra non sono solo quelli di Pecoraro Scanio, Giordano e Diliberto, ma soprattutto dei partiti riformisti. Per questo motivo la maggioranza deve fare il proprio dovere con la riforma delle pensioni e con le altre che servono a modernizzare l’Italia. «Altrimenti – dice Lusetti – prendiamo atto che bisogna ridisegnare la coalizione».