Rieti. Sabinapol, turni “umani” per gli agenti

20/01/2003


Domenica 19 Gennaio 2003

Accolto in tribunale il ricorso della Filcams-Cgil: L’azienda deve organizzare meglio il lavoro
Sabinapol, turni “umani” per gli agenti

Un’ordinanza emessa dalla sezione civile del Tribunale di Rieti (numero 1673) ha stabilito, su istanza presentata da lavoratori dipendenti dell’Istituto dl Vigilanza Sabinapol, associati alla Filcams e assistiti dall’avvocato Maria Bernetti, che l’istituto stesso debba predisporre turni di lavoro con cadenza settimanale.
«Il motivo per cui dopo annose e non concludenti trattative con l’azienda – spiega Enrico Turchi della Filcams-Cgil – segnate anche da azioni lotta, i lavoratori e il nostro sindacato si sono visti costretti a ricorrere al giudice, è costituito dalla consuetudine per cui l’Istituto assegnava telefonicamente i turni di lavoro la sera per l’indomani, impedendo così ai lavoratori qualsiasi programmazione della loro vita privata e tenendoli di fatto a disposizione dell’azienda senza soluzione di continuità, prassi aggravata dalla particolare, delicata tipologia di lavoro svolto dalla guardia giurata, impegnata in servizi, spesso notturni, rischiosi e stressanti».
L’ordinanza del giudice riconosce che "in effetti sapere solo il giorno prima per il giorno successivo quali saranno i propri orari di lavoro, non permette ai lavoratori di organizzare la propria vita familiare e personale, con conseguente danno irreparabile alla propria salute, alla propria vita familiare"
"Infatti nelle more del processo il lavoratore potrebbe veder persi e non più acquisibili quei valori propri delle relazioni familiari gravemente compromesse da una vita senza possibilità di programmi. Si ordina pertanto alla Sabinapol – scrive il giudice – di predisporre i turni con cadenza settimanale come sopra indicato".
La Filcams Cgil si augura che quanto stabilito dalla magistratura possa costituire la base di partenza per una ripresa di corrette relazioni sindacali con la Sabinapol che abbia come obiettivo la crescita dell’azienda, la qualità del servizio, definito "oscuro e mal retribuito", reso all’utenza e ai cittadini, ma anche la qualità della vita e il livello di sicurezza di questi lavoratori che, al pari delle forze dell’ordine, rischiano la loro vita per la sicurezza degli altri.

Re.Re.