Rieti. Imprese di pulizia: protesta per il mancato rinnovo del contratto

08/06/2006
    gioved� 8 giugno 2006

    Pagina: Edizione LazioNord

    Imprese di pulizia
    protesta per il mancato rinnovo
    del contratto nazionale di lavoro

      di ALESSANDRA PASQUALOTTO

      INCROCIANO braccia e spazzoloni le lavoratrici del settore delle imprese di pulizia che protestano per il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Una trattativa che si � interrotta dopo l’ultimo incontro con le organizzazioni datoriali, ragion per cui quella di uno sciopero nazionale � diventata l’unica strada percorribile per far valere quelle richieste alla base del mancato rinnovo.

      Gioved� 15 giugno prossimo ci sar� l’astensione dal lavoro per l’intero turno ed � stata voluta dalle segreterie nazionali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti.

      Mille i lavoratori interessati dal rinnovo del Ccnl per la sola provincia di Rieti ai quali i rappresentanti dei sindacati hanno chiesto di aderire intervenendo anche alla manifestazione nazionale prevista a Roma ed articolata in un corteo che partir� da piazza della Repubblica alle 9.30 e si concluder� alle 12 in piazza Madonna di Loreto. Filcams-Cgil Fisascat-Cisl e Uiltrasporti di Rieti stanno convocando le assemblee per organizzare la partecipazione dei lavoratori reatini allo sciopero e per raccogliere le adesioni (effettuabili anche telefonando alle sedi di Cgil Cisl e Uil) per i pullman che partiranno alla volta della Capitale.

      �Le richieste per il rinnovo del CCNL presentate dai sindacati di categoria – dicono insieme Cgil Cisl e Uil – ad aprile del 2005 comprendevano il rafforzamento dei diritti in caso di cambio di appalto; regole sul mercato del lavoro (in un settore dove spesso non esistono, vedi l’incidenza del lavoro nero) che mettano un freno all’uso incontrollato di lavoro precario e di part time; avvio della previdenza integrativa, introduzione dell’assistenza sanitaria integrativa, un aumento salariale che sia almeno in linea con quello degli altri comparti e che � stato quantificato, compreso l’aumento delle indennit�, in circa 100 euro nel biennio 2005-2007. A queste richieste le controparti dopo oltre un anno hanno risposto in maniera offensiva e provocatoria chiedendo al contrario di mettere le mani su diritti gi� acquisiti nei precedenti contratti. � diventata a questo punto evidente la precisa scelta delle imprese di non rinnovare il Ccnl scaricando cos� sui lavoratori e le lavoratrici le contraddizioni e i problemi di un settore che riguarda circa 350.000 addetti suddivisi in ben 27.000 imprese, in prevalenza piccolissime, spesso improvvisate, spesso fatte di cooperative di comodo. Un settore dove vige il sistema delle gare d’appalto al massimo ribasso e una concorrenza sleale tra aziende che non rispettano le regole e scaricano i ribassi sulle buste paga e sui contributi dei lavoratori). Un settore dove anche nelle amministrazioni pubbliche i lavoratori del pulimento sono trattati come lavoratori di serie B e sono i primi ad essere esposti ai tagli sulla spesa operati dalla committenza. Una categoria costituita soprattutto di lavoratrici, pi� delle altre esposta alla precariet� del rapporto di lavoro, con un uso generalizzato del lavoro a tempo parziale (una media di 8-10 ore settimanali) e di retribuzione in nero, che penalizza sia le retribuzioni, sia i contributi pensionistici>.