Rieti. “Dite la vostra” di E.Turchi, Filcams-Cgil

26/02/2004

RIETI
Mercoled ì 25 Febbraio 2004

DITE LA VOSTRA

Farmacie e commercio scioperano per il contratto
Filcams – Cgil: situazioni analoghe e promesse non mantenute ma le richieste di aumenti non sono eccessive

Il Comitato Direttivo della Filcams Cgil si è riunito per esaminare lo stato dei rinnovi contrattuali del settore e, in particolare, quello delle Farmacie e quello del Commercio. Per quanto riguarda il contratto nazionale delle Farmacie pubbliche il Ccnl, che riguarda i dipendenti delle farmacie municipalizzate, è scaduto il 31 dicembre 2002 ovvero da 14 mesi. Due sono i punti su cui la controparte (Assofarm) ha bloccato il rinnovo del Ccnl:
1) la regolamentazione delle nuove tipologie di lavoro introdotte dalla legge 30 (cosiddetta Legge Biagi), nuove tipologie che alle aziende risultano assai appetibili e che vorrebbero inserire nei contratti: "lavoro a chiamata", "somministrazione di manodopera a tempo indeterminato"
2) il salario che, lo dice anche l’Istat, è stato fortemente eroso, ma su cui la risposta Assofarm resta di molto sotto alle richieste sindacali.
Di fronte a questa situazione di stallo Cgil, Cisl e Uil di categoria hanno
proclamato un calendario di scioperi che prevede l’intera giornata di venerdì
5 marzo e, se non interverranno novit à , l’intera giornata di mercoled ì 16 marzo.
Per quanto riguarda invece il Contratto Nazionale del "Terziario Distribuzione e Servizi" ovvero dei lavoratori del commercio scaduto il 31 dicembre 2002, la situazione è pressoch é analoga e i lavoratori gi à il 19 dicembre sono scesi in sciopero per ottenere quanto richiesto sia per la parte normativa (tra l’altro regole certe e diritti per i nuovi assunti), che per la parte salariale (adeguamento dei salari).
In particolare per ci ò che riguarda i nuovi strumenti previsti dalla Legge 30 forte è la pressione delle controparti (Confcommercio) per introdurre nel Ccnl l’uso di strumenti che sarebbero nefasti sia per i nuovi che per i vecchi lavoratori: la possibilit à di affidare a ditte terze la gestione di interi reparti di negozi e supermercati, la possibilit à di affidare a lavoratori "somministrati" (leggi affittati) mansioni vitali quali il rifornimento dei banchi ecc. (lavoratori che, tra l’altro, secondo la L. 30, permarrebbero nella condizione di precari in affitto con condizioni economiche e normative inferiori ai loro colleghi dipendenti diretti per tutta la loro vita lavorativa).
Sul salario la richiesta sindacale, ritenuta "eccessiva" da Confcommercio, è di un aumento pari a 108 euro mensili.
Da notare che fortunatamente il fronte non è compatto e c’ è un importante
differenziazione tra Confcommercio e "Distribuzione cooperativa" in quanto le Cooperative hanno dichiarato la loro volont à di superare le questioni legate alla L.30 (tant’ è che alcune, come la Coop Centro Italia, che opera anche a Rieti nel centro commerciale "Futura", ha sottoscritto un apprezzabile comunicato in cui si impegna a non far uso del "lavoro a chiamata" n é allo strumento della "somministrazione a tempo indeterminato".
Si profila quindi, restando così le cose, la possibilità , non certo auspicabile, di un Ccnl rinnovato con le sole Centrali Cooperative.
Il Comitato Direttivo della Filcams Cgil di Rieti fa notare, alle controparti datoriali, al presidente del consiglio e in particolare ai consumatori alle prese con aumenti indiscriminati di beni primari di consumo che non un solo euro di quegli aumenti (difficilmente giustificabili con la storiella dell’euro brutto e cattivo) è finito nelle tasche dei lavoratori se è vero com’ è vero che da ben 14 mesi attendono a loro volta l’adeguamento del salario eroso, anche a loro, dall’inflazione!
Il Comitato Direttivo della Filcams Cgil di Rieti vista la affermazione del
Presidente del Consiglio sulla legittimità dell’evasione fiscale e vista lo
scandaloso silenzio delle organizzazioni dei datori di lavoro (Confcommercio
compresa) che avrebbero dovuto sentire il dovere di tutelare il rispetto della
legge nonché l’etica dei loro associati, ci tiene a segnalare (ma a chi?) che se i
lavoratori usassero lo stesso metro di ragionamento dovrebbero sentirsi
autorizzati, dopo 14 mesi senza contratto, a lavorare meno o a lavorare male! Non sarà così : i lavoratori del commercio continueranno a lottare per il loro
contratto nel rispetto delle regole e delle leggi ovvero scioperando (pagando di
tasca propria) tutti insieme secondo un calendario che prevede 16 ore di
sciopero per il mese di marzo se la trattativa non si sbloccherà .

Enrico Turchi
Filcams – Cgil