Rientra lo sciopero del commercio

17/06/2004


        sezione: ITALIA-LAVORO
        data: 2004-06-17 – pag: 22
        autore: SERENA UCCELLO
        Rientra lo sciopero del commercio
        MILANO • Sabato 19 giugno niente serrata dei negozi.
        Lo sciopero del commercio, inizialmente proclamato da FilcamsCgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, è stato infatti sospeso.
        La decisione arriva dopo la ripresa del confronto per il rinnovo contrattuale del settore e soprattutto dopo l’avvio di una trattativa no stop che «a breve», secondo l’auspicio del sindacato, dovrebbe portare alla firma di un’intesa. Ecco perché «in ragione della continuazione della trattativa — affermano i sindacati in una nota — sono momentaneamente sospesi e rinviati lo sciopero e la manifestazione prevista per il 19 giugno».
        Il contratto, scaduto il 31 dicembre 2002 riguarda quasi un milione e mezzo di lavoratori. Motivo per cui il confronto oltre a rinnovare il biennio 2003-2004, riguarderà anche il biennio 2005-2006. Sindacati e imprese non si sbilanciano ancora, ma rispetto al muro contro muro degli scorsi mesi la situazione sembra essersi sbloccata. «Lo stato di avanzamento del confronto — dice Bruno Boco segretario generale della Uiltucs — è buono, ma la trattativa non è ancora chiusa. Speriamo di riuscire ad arrivare a una conclusione in tempi brevi. Forse la firma potrebbe arrivare già la prossima settimana. A meno che non ci sia un ripensamento da parte di Confcommercio». Una cautela dettata dalla complessità del confronto ma che tiene conto dei passi avanti fatti, soprattutto per quanto riguarda gli aumenti salariali. «L’offerta di Confcommercio, relativa al quadriennio — spiega Boco — è di 115 euro medi mensili, la nostra controproposta è di 130, con la richiesta che di questi 130 euro 75 vengano corrisposti per il biennio 2003-2004 quindi a partire da luglio.
        Entro questa forbice si sta articolando la trattativa». «L’esigenza — dice Alessandro Vecchietti, responsabile dell’area legislazione d’impresa di Confcommercio — è quella di concludere il confronto, e si sta lavorando seriamente e con impegno per raggiungere questo obiettivo». A dividere non sarebbero «questioni — continua Vecchietti — di sostanza, ma di forma, c’è cioè la necessità di aggiornare l’impostazione del contratto alla luce delle novità del mercato del lavoro».
        Ma oltre ai contenuti economici, passi in avanti sono stati fatti, pure sulla parte normativa, in particolare sui temi del mercato del lavoro. Al centro del confronto soprattutto la definizione del contratto di apprendistato e del part time: «Uno strumento — continua Boco — che ci sta molto a cuore, dal momento che circa il 30% dei nostri dipendenti ha contratto di questo tipo». Viene, su questo punto, stabilita la volontarietà del ricorso al lavoro supplementare senza limiti fino a un tetto massimo di orario che è quello del lavoro full time. Fissate anche le clausole elastiche e flessibili e l’inserimento di una clausola di ripensamento.
        Intanto domani la delegazione unitaria di Filcams, Fisascat e Uiltucs tornerà a fare il punto sulla trattativa. Il negoziato — ricordano i sindacati — è proseguito anche per il contratto distribuzione cooperativa.