“RiConta” Accuse di brogli, prefetti in rivolta

14/12/2006

    gioved� 14 dicembre 2006

    Primo Piano pag. 5

      Retroscena

        Accuse di brogli
        Prefetti in rivolta

          �Ci costituiremo
          parte civile
          contro Deaglio�

            FRANCESCO GRIGNETTI
            ROMA

            Sentono parlare da mesi di �brogli�. Vedono che si vanno a ricontare le schede elettorali in sette regioni, dando quindi l’impressione all’opinione pubblica che qualcosa di strano sia accaduto nel procedimento di voto. Si trovano accusati dal dvd di Enrico Deaglio di avere taroccato i dati, via computer, per fare un piacere a Forza Italia. E alla fine, dopo tante telefonate che sono intercorse tra il centro e la periferia, tra il Viminale e le varie sedi, i prefetti sono esplosi di rabbia. �Ci costituiremo parte civile nei confronti di Deaglio, che la democrazia la sta uccidendo lui, con queste accuse inventate, sapendo bene che non stanno n� in cielo n� in terra. Ma quello che � inaccettabile � l’imbarbarimento della lotta politica, che non rispetta pi� nulla, nemmeno le istituzioni. Anche che il voto sia stato taroccato�, dice Claudio Palomba, che al ministero dell’Interno � un funzionario della Direzione del Personale, ed � il presidente dell’associazione prefetti.

            Dicono di non poter accettare la piega che sta prendendo la questione dei brogli. Troppe insinuazioni. Addirittura con nomi e cognomi di questo o quel funzionario accusato di essere un pretoriano del centrodestra. �E il ministro Giuliano Amato tace. Ma come? Viene messo cos� platealmente in discussione l’operato del dicastero… Nulla. Silenzio tombale�, rinfocola Vittorio Zappalorto, che lavora alla Direzione Legislativa. �Anche il suo predecessore, peraltro, l’ex ministro Pisanu, non � che in tv sia stato cos� netto nell’escludere l’ipotesi�, annota Palomba.

            Ai prefetti � chiaro che la destra grida ai �brogli� perch� spera di rovesciare il risultato del voto. E che la sinistra, almeno all’inizio, ha strizzato l’occhio a Deaglio perch� riteneva Berlusconi capace di tutto. �E questo � imbarbarimento. Si � potuto gettare discredito sul prefetto Adriana Fabbretti, responsabile del servizio elettorale, che � un fior di funzionario�, s’infervora Palomba.

            S�, ma il punto delle schede bianche che sono cos� drasticamente calate? �Ah, ecco, le schede bianche�. In questi giorni un gruppo di funzionari ha lavorato a una contro-inchiesta. Ora sono in grado di smontare le accuse di Deaglio una alla volta. Sono andati a rivedere le elezioni politiche dal 1948 a oggi. Per la Camera, le bianche sono state l’1,1%. Erano 2,1% nel ‘92; 1,9% nel ‘83, 2,4% nel ‘79. Nel fatidico 1948, le bianche furono lo 0,6%. �E’ un dato congruo con una legge proporzionale – dice Zappalorto – perch� le bianche aumentano in presenza di un voto uninominale e calano quando c’� il proporzionale�.

            Si dice anche che � sospetta l’uniformit� delle schede bianche tra le varie regioni. �Falso. I dati – spiegano – sono differenziati da zona a zona. Alla Camera si va dallo 0,5% del Lazio al 3% della Valle d’Aosta. Oppure, al Senato, si oscilla dallo 0,9% della Liguria al 2,8% del Trentino Alto-Adige. A proposito, nello stesso Trentino, quando si vota per la Camera, con il proporzionale, le schede bianche sono la met� che per il Senato, dove si vota con il maggioritario�.

            Negano poi in radice che si possa intervenire sul flusso dei dati. �Dalle prefetture i dati li comunicano al ministero per telefono o per fax. Qualche errore ci scappa. Ma non c’� possibilit� di taroccare. E poi, scusate, che senso avrebbe un falso nella notte dello spoglio quando i dati verranno poi convalidati, o smentiti, dai conteggi della magistratura?�. Lo stesso vale per l’accusa di avere favorito Forza Italia. �Secondo quanto accertato dalla Cassazione, ha preso 9.048.976 voti alla Camera. Noi, ufficiosamente, gli davamo 9.045.384. Ovvero 3.592 voti in meno di quanti ne aveva diritto. Sai che aiuto�.