Ricerca, Sud e fisco le priorità

29/03/2004

      sezione: ITALIA-POLITICA
      data: 2004-03-27 – pag: 14
      autore: B.F.
      I dossier del sindacato / Gli obiettivi del programma di rilancio

      Ricerca, Sud e fisco le priorità

      ROMA • Il giudizio è netto: la politica economica del Governo è fallimentare. Cgil, Cisl e Uil lo ribadiscono in tutte le manifestazioni svoltesi ieri in occasione dello sciopero generale. I tre sindacati chiedono a Berlusconi e ai suoi alleati un cambio di rotta, fondato su un ruolo attivo delle politiche pubbliche e quindi su un incremento degli investimenti che sostenga la competitività del sistema produttivo. Politica industriale.
      Questo significa — hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil nella piattaforma unitaria che ha fatto da premessa allo sciopero di ieri — ripensare l’intero sistema degli incentivi alle imprese puntando sulla qualità. E ancora: incremento delle spese per la ricerca, sostegno dei distretti e in generale dei sistemi produttivi territoriali rappresentano un passaggio ineludibile insieme all’introduzione di strumenti innovativi per prevenire le crisi finanziarie e sostenere le imprese in difficoltà. Mezzogiorno. Un’azione di politica industriale che va attuata su tutto il territorio nazionale ma che al Sud — ha detto ieri il leader della Cgil, Guglielmo Epifani — va «moltiplicata per dieci».
      Secondo le tre confederazioni le risorse per il Sud si sono «progressivamente ridotte»: 36.906 milioni di euro erano stati stanziati nel 2001, 31.094 nel 2003; inoltre, sempre secondo i sindacati, gli impegni di spesa assunti «non si traducono né in nuovi cantieri né in investimenti». L’obiettivo (in verità sostenuto anche dallo stesso Governo) è di garantire al Sud il 45% della spesa in conto capitale. Energia e trasporti.
      A proposito di competitività, nella piattaforma si sottolinea anche la necessità di intervenire sia sulla riduzione dei costi dell’energia e il grado di dipendenza dall’estero, sia sulle reti di trasporto attraverso investimenti che rilancino la intermodalità, la logistica e il trasporto pubblico. Fisco. Più volte ribadito è anche il no alla riforma fiscale, che, avvertono Cgil, Cisl e U il, di fatto elimina il principio della progressività dei tributi. I sindacati bocciano il ricorso a strumenti quali il condono e chiedono invece una estensione delle detrazioni fiscali e una maggiore incisività nella lotta all’evasione. Inoltre, la proposta sindacale prevede il ripristino dell’imposta di successione sui grandi patrimoni abrogata dal Governo, la rivisitazione dell’aliquota sulle rendite finanziarie armonizzandola a quella degli altri Paesi Ue.
      Quanto all’impoverimento determinato dal fiscal drag, i sindacati chiedono meccanismi che ne garantiscano il recupero. Contemporaneamente deve essere innalzata la quota di reddito esente da tassazione e ripristinate le detrazioni per gli over 75. Pubblico impiego. A 26 mesi dalla scadenza — ricordano Cgil, Cisl e Uil — non sono stati ancora rinnovati i contratti di 280mila lavoratori mentre deve essere aperta la stagione contrattuale 2004 e 2005. I sindacati chiedono anche il via alla previdenza complementare e misure che tutelino l’autonomia dei dirigenti pubblici dal potere politico. Welfare. Tra i capitoli più scottanti ci sono anche welfare e quindi la previdenza. I sindacati contestano al Governo una diminuzione della spesa sociale e ribadiscono che non è necessaria una rivisitazione dell’attuale legislazione sulle pensioni.