“Ricavi” Un giorno da Silvio vale un anno da Romano

18/04/2007
    mercoledì 18 aprile 2007

    Pagina 7 – Primo Piano

    il caso
    Partecipazioni e proprietà

      Un giorno da Silvio
      vale un anno da Romano

        ALESSANDRO BARBERA

          Caruso Francesco e Berlusconi Silvio sono due deputati della Repubblica. Quando entrano alla Camera si siedono su scranni simili, godono di uguali privilegi, frequentano gli stessi bagni e ricevono la stessa indennità. Al cospetto della bandiera di Montecitorio sono uguali, meno a quello del Fisco. Reddito 2005 del no global: zero. Reddito dell’ex premier: 28 milioni di euro, 313 volte quello del successore Romano Prodi quando ancora non era tornato ospite a Palazzo Chigi. Tralasciando la diatriba su quanto convenga a Berlusconi, si può dire senza rischio di smentita che con lo stipendio da deputato Francesco Caruso ha fatto bingo. E si può dire che invece Massimo Tononi, retrocesso (finanziariamente, s’intende) da banchiere d’affari a sottosegretario all’Economia, deve averci pensato bene prima di accettare l’incarico. Nel 2005, quando stava negli uffici di Londra di Goldman Sachs, ha dichiarato un milione centonovantatremila euro. L’indennità da sottosegretario (non parlamentare) vale meno di un decimo. Per sua fortuna può contare ancora su un fondo chiuso per i dipendenti della banca americana che ha scommesso sulla «Industrial and Commercial Bank of China». Se anche dovesse decidere di dedicare il resto della vita alle istituzioni, può contare su uno zerovirgolauno di quote che vale otto milioni di euro. Se lo segni chi vuole far fruttare il proprio Tfr.

          I faldoni dei redditi di deputati, senatori, ministri e sottosegretari sui redditi 2005 – da ieri disponibili a chiunque negli uffici di Camera e Senato – rivelano mille e più storie. C’è l’imprenditrice che ha scommesso sulla cucina italiana in Russia, e quello che è diventato il re del pane in America. C’è chi investe il poco (o molto) che ha in case, e chi invece è un po’ spendaccione e si regala la barca o anche una modesta auto d’epoca. Antonella Rebuzzi, eletta dagli italiani all’estero per Forza Italia, ha denunciato la proprietà di due trattorie a Mosca («da Cicco» e «Cicco Club») nonché redditi per 230 mila rubli. Renato Guerino Turano, senatore italo-americano dell’Ulivo, per il Fisco italiano vale 4.175 euro. Negli Stati Uniti con il pane è diventato un Berlusconi qualunque: all’ufficio delle tasse dell’Illinois dichiara 28 milioni e mezzo di dollari, al cambio circa 23 milioni di euro. Ogni dichiarazione porta con sé passato e futuro di chi l’ha compilata. Casomai si stufasse di apparire di fronte alle telecamere, a Bergamo Roberto Calderoli – 239.729 euro di imponibile – può contare su due studi da dentista: lo «studio associato Dottori Calderoli» e quello dei «dottori Clara e Roberto». C’è poi chi nella vita ha fatto sempre il dipendente e, benché ben pagato, ad attenderlo c’è al massimo una buona pensione e qualche immobile. L’ex banchiere centrale Tommaso Padoa-Schioppa ad esempio ha investito i suoi risparmi a Orvieto. La sua dichiarazione spiega che lì egli possiede sette fabbricati: quattro magazzini, un’autorimessa e una tettoia. Altri, come Marcello Dell’Utri, diversificano. L’ex braccio destro di Berlusconi, precisissimo, dichiara 401.604 euro e 46.476 azioni del «Golf club Tolcinasco», 10.226 della società «Arca», 7.750 della «Nomen», 5.202 della «Cogito». Il capo, in piccolo, insegna.