RICATTI, UMILIAZIONI, OFFESE: DIFENDERE LA PROPRIA DIGNITA’ QUANDO IL LAVORO E’ SCARSO

23/11/2005

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
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22 novembre 2005

RICATTI, UMILIAZIONI, OFFESE: DIFENDERE LA PROPRIA DIGNITA’ QUANDO IL LAVORO E’ SCARSO
Il ruolo di Sportello Rosa e del sindacato nei casi di molestie e violenze. In margine al caso di Napoli Capodichino.

«Non è per niente facile, per una donna, denunciare il proprio datore di lavoro quando questi ti molesta, offende la tua dignità, ti ricatta», dice Maddalena Carnevale. «E non è facile, quando questa donna viene da noi, arrivare a risultati concreti, alla denuncia, a fare in modo che ci sia giustizia e che la vittima riconquisti la fiducia verso sé e verso gli altri».

Maddalena Carnevale è parte della segretaria Filcams di Napoli e Campania ed è responsabile di Sportello Rosa, una struttura che, in una realtà come quella partenopea, si occupa di ogni problema abbia a che vedere con l’inserimento delle donne nel lavoro e nella società. « Prima di tutto in quanto donne, poi come lavoratrici», precisa Maddalena.

Il caso eclatante è scoppiato al Sun Store, due negozi di tabacchi, giornali e souvenir all’aeroporto di Capodichino. Una decina di dipendenti, tra loro alcune donne, e un datore di lavoro innominabile. Ora il figuro è in galera per violenza privata, violenze e molestie sessuali. A carico di tre donne assunte come commesse.

«Il primo approccio», dice Maddalena, «avviene quando chi è molestata non può più tenere per sé le offese. È per il bisogno di parlare che si rivolgono a Sportello Rosa». Così è avvenuto nel caso di Capodichino. Non c’era, il sindacato, in quella piccola impresa, troppo piccola per insediarsi attraverso i normali canali delle rappresentanze e delle assemblee.

«Questo delle tre donne del Sun Store è un caso limite, per fortuna», precisa Maddalena, «casi così gravi non sono la norma. I meccanismi, però, sono gli stessi sempre. Da una parte le molestie, le offese, le violenze e il ricatto. Dall’altra parte, dalla parte della vittima, il conflitto tra il far valere la tua dignità di donna, e dunque licenziarti, e il desiderio di mantenere una libertà personale conquistata con il lavoro, proprio con quell’impiego e che già sai che sarà molto difficile rimpiazzare».

«Ecco, il dramma è che in certi casi si cede al ricatto perché la libertà conquistata sarebbe messa in pericolo dal licenziamento».

Anche il caso di Capodichino è passato attraverso questo conflitto e solo con «un largo lavoro di rete», come dice Maddalena, si è arrivati a un risultato di giustizia. Perché c’é stato bisogno della collaborazione di molte persone, nell’ambiente di lavoro, tra le forze dell’ordine all’aeroporto, c’è stato soprattutto bisogno della fiducia accordata dalle tre donne a Sportello Rosa e ai suoi avvocati – donne – per chiudere con l’arresto una vicenda tanto infame.

Alla Filcams di Napoli stanno ora pensando come sia possibile costruire difese contro soprusi e ricatti in rapporti di lavoro molto squilibrati, sul piano della reale capacità di far valere i propri diritti, e la propria dignità.

«È molto difficile reagire in un territorio che ha grossi problemi di lavoro», dice Maddalena. «La battaglia va comunque aperta, bisogna rinverdire il movimento politico delle donne».