Riassetti, Caprotti alza il velo sulla nuova Esselunga

12/07/2005

    martedì 12 luglio 2005

    DINASTIE / Verso la separazione degli immobili dai servizi della grande distribuzione

      Riassetti, Caprotti alza il velo sulla nuova Esselunga

        Le attività commerciali verrebbero così separate e rese più flessibili

        Bernardo Caprotti, fondatore e proprietario di Esselunga, avrebbe deciso di scorporare (e tenere) gli immobili dal resto della società. Stando a indiscrezioni dovrebbe infatti annunciare a breve, forse addirittura oggi, la separazione (spin-off) dalla azienda commerciale di 56 edifici della rete immobiliare. Edifici la cui valutazione sarebbe attorno, complessivamente, al miliardo di euro. Gli immobili sono sempre stati una delle risorse di Esselunga che con 124 supermercati di proprietà vanta un patrimonio elevato, anche rispetto a più blasonati concorrenti.

        Secondo i piani degli amministratori di Supermarkets Italiani, la holding che possiede Esselunga Spa, la scissione è finalizzata, sempre che venga decisa, a consentire un migliore utilizzo delle risorse. Un’operazione che hanno fatto molte altre aziende. E che permette di creare una struttura in base alla quale una società amministrerà le proprietà dei negozi, l’altra la gestione delle attività commerciali.

        Ma a cosa potrebbe preludere questa mossa? C’è chi dice che sia un primo passo verso la cessione di Esselunga. Una cessione che più volte è stata smentita da Caprotti. Di sicuro l’anno scorso sono stati cambiati in un colpo solo dodici manager, compreso il figlio Giuseppe. L’obiettivo era dare stabilità al futuro di Esselunga. Nel consiglio di amministrazione poi sono state cooptate le altre due figlie, Violetta e Marina. Ma i tre figli, pur essendo in consiglio d’amministrazione, sono fuori dalla gestione aziendale. Attraverso lo spin-off comunque, la famiglia Caprotti si lascerebbe le mani libere sui due fronti.

        Ma quali possono essere gli sviluppi per i supermercati Esselunga? Di certo farebbero gola a molti operatori del settore, italiani e non (tra questi da Carrefour a Wal Mart). Qualcuno ha parlato di una possibile quotazione in borsa. Ma c’è anche chi indica il possibile intervento di fondi di private equity: la recente esperienza dei grandi magazzini Coin, acquistati dal fondo Pai Partners, o di Rinascente, che nel marzo scorso è stata venduta a una cordata composta da Investitori Associati, Deutsche bank e Pirelli Re, potrebbe attirare altri investitori verso la grande distribuzione organizzata. Già in passato si era parlato di un interessamento per Esselunga dei fondi Clessidra (che per il momento sembrerebbe aver chiuso il dossier) e di Investitori Associati.

        M. Cas.