Riaprono le farmacie, Turco trova l’accordo

31/07/2006
    sabato 29 luglio 2006

      Pagina 7 – Politica

        Riaprono le farmacie, Turco trova l’accordo

          Trattativa lampo: Federfarma accetta le condizioni e sospende l’agitazione. Nessun ritocco al decreto

          Si va verso un’assistenza sanitaria completa: elettrocardiogramma e prenotazione di visite

            di Anna Tarquini / Roma

            SERRATA SOSPESA Meno di mezz’ora, una sorta di convocazione simbolica. Quando alle sette e mezza Federfarma ha varcato il portone del ministero della Salute era gi� tutto stabilito: l’annuncio – era il patto – doveva arrivare solo a sera, giusto in tempo perch� la notizia potesse passare sui Tg e mettere al corrente cos� i cittadini. Stop alla serrata, ok al decreto Bersani e, in cambio, convenzioni e un ruolo centrale delle farmacie nell’ambito della Salute. Saranno presidio sanitario nazionale, potranno prenotare analisi e visite mediche, fare assistenza.

            Finisce con un �Grazie, e tante scuse ai cittadini� la vertenza dei camici bianchiche tanto ha fatto paura. La comunicazione, dopo giorni di protesta, arriva con una dichiarazione congiunta tra i farmacisti e governo. E il testo dell’accordo prevede – niente di pi�, niente di meno – quello che il ministro della Salute e l’esecutivo avevano gi� assicurato molto prima che gli animi si incendiassero e che i cittadini fossero costretti alle code per paura di rimanere senza un servizio essenziale. La vendita nei supermercati dei farmaci da banco non far� concorrenza ai titolari di farmacia: nessuno ha in testa di aprire farmacie nei supermercati. C’� anche la promessa e l’impegno di dare nuovi contenuti alla convenzione con il servizio sanitario nazionale scaduta ormai da pi� di cinque anni, cio� da Berlusconi in poi. Ora i farmacisti ringraziano: �Abbiamo revocato lo sciopero – ha spiegato il presidente di Federfarma, Giorgio Siri – perch� il ministro ci ha garantito che continua a considerare la farmacia essenziale nei rapporti con i cittadini e con il servizio sanitario nazionale. Il nostro timore era che anche il supermercato finisse per diventare un presidio�.

            Non � chiaro se sia stato il pugno duro di Palazzo Chigi, la minaccia di precettazione o la defezione allo sciopero di gran parte delle farmacie del Nord, quelle con il fatturato pi� alto, a ridurre Federfarma a pi� miti consigli. Fatto sta che, nel giorno della grande prova di forza contro il governo, il sindacato dei farmacisti privati si � trovato isolato: adesione allo sciopero alta solo da Roma in gi�, saracinesche alzate in Lombardia, in Piemonte, in Friuli e poi a Bologna, Firenze, Prato. Hanno disobbedito, malgrado le minacce. I farmacisti del nord hanno ritenuto �spropositata� la forma di lotta proposta dalla presidenza nazionale di Federfarma, pur se contrari al decreto Bersani.

            LA MEDIAZIONE – Cos� poco prima dell’una, dopo una mattinata di scontro frontale, con Enrico Letta che stava gi� mettendo a punto le misure per sanzionare i ribelli e nonostante i dati sulle adesioni (solo al Sud) che Federfarma portava come bandiera, si � aperto uno spiraglio. Grazie alla mediazione del ministro della Salute Livia Turco che per pi� di 48 ore ha condotto trattative segrete anteponendo per� due condizioni ben precise. La prima: niente dialogo durante la serrata perch� non � possibile incontrare i farmacisti con una protesta in corso; la seconda: portare comunque in Consiglio dei ministri la proposta di precettazione. Il ministro ci aveva provato gi� gioved� sera a convocare un tavolo, ma si era trovata davanti la posizione intransigente di Federfarma. Ieri � stato il giorno della sua vittoria, su tutta la linea.

              IL RIPENSAMENTO – A sbloccare la situazione ieri, verso l’ora di pranzo, sono state due frasi finalmente pronunciate dal presidente di Federfarma arrivate con un comunicato stringato: �Federfarma – diceva la nota di Siri – � pronta a fermare la protesta a partire da domani (oggi, ndr) e ad aprire un tavolo per presentare proposte che non prevedono modifiche al decreto legge Bersani�. Una netta marcia indietro. La disponibilit� � stata subito accolta dal ministro con l’immediata convocazione al tavolo delle trattative: �La decisione di Federfarma – ha detto la Turco – � una conferma del senso di responsabilit� dei farmacisti italiani e della loro volont� di essere parte integrante del sistema sanitario. Sono molto contenta�.

                Si sono fermati a un passo dalla precettazione. Con il presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi che aveva ravvisato nella serrata �un pregiudizio grave a diritto alla salute�. Molte regioni e molte citt� avevano assecondato la rabbia dei cittadini per la serrata, senza aspettare l’annuncio del sindacato: Piemonte e Umbria avevano gi� revocato lo sciopero, cos� la citt� di Bari e quella di Brescia.

                LE RICHIESTE – Sul piatto, adesso, ci sono le loro richieste: garanzie per i piccoli esercizi che con la vendita dei farmaci da banco nei supermarket potrebbero trovarsi in difficolt�, ma soprattutto un nuovo ruolo per le farmacie. Federfarma chiede che la nuova convenzione con il Servizio sanitario nazionale definisca in modo pi� chiaro le competenze di presidio sanitario dei diciassettemila esercizi. In sostanza la facolt� per le farmacie di prenotare visite mediche a domicilio ed esami diagnostici, fare elettrocardiogrammi, misurare la pressione come gi� avviene da tempo in Emilia, avere dei defibrillatori per gli interventi salvavita. Ma tutto questo era previsto e auspicato nel programma del ministro Turco che non ha dunque avuto difficolt� ad aprire un dialogo con i ribelli.