RIAPRE A FOGGIA L’IPERCOOP MONGOLFIERA: IL GIUDICE DEL RIESAME CORREGGE IL PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO

04/10/2004

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

4 ottobre 2004

RIAPRE A FOGGIA L’IPERCOOP MONGOLFIERA: IL GIUDICE DEL RIESAME CORREGGE IL PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO

Il giudice del Riesame ha disposto che l’ipercoop Mongolfiera di Foggia riapra. Il provvedimento corregge il sequestro che la magistratura aveva disposto sull’area di ampliamento del centro commerciale e che aveva coinvolto, essendo circondato dall’area sequestrata, l’iper di Coop Estense e i negozi della galleria commerciale.

La mobilitazione dei lavoratori, con la «possente» manifestazione di venerdì 1° ottobre alla quale hanno partecipato lavoratori dei negozi Coop pugliesi e gli stessi soci della cooperativa di Foggia oltre alle autorità, ha ottenuto giustizia di un provvedimento «alquanto paradossale», come è stato definito dai sindacalisti e dalle autorità locali.

Il paradosso stava nel fatto che non era il centro commerciale Mongolfiera, composto dall’iper e dai negozi della galleria, il soggetto indagato e sanzionato, ma l’area di ampliamento circostante ritenuta dalla magistratura difforme rispetto alle concessioni rilasciate.

La chiusura del centro commerciale era stata determinata dal sequestro di quest’area e dunque dalla chiusura degli accessi all’iper e ai negozi, dei parcheggi e delle zone di carico e scarico.

Oltre alla manifestaizone i lavoratori avevano stabilito l’assemblea permanente nei locali dell’iper. Sabato poi si sono fatti ricevere dal presidente della Regione Fitto e domenica hanno portato la loro protesta allo stadio, dove nel corso della partita Foggia-Avellino hanno dispiegato uno striscione.

Luigi Coppini, responsabile per la Filcams della distribuzione cooperativa, ha ribadito che «l’obiettivo dei sindacati era di riaprire i negozi affinché i lavoratori potessero tornare al lavoro, mentre sulla vicenda dell’ampliamento i sindacati non hanno nulla da dire se non che l’ azione della magistratura deve fare il suo corso».