Rewe Italia, comunicato sindacale proclamazione stato di agitazione e sciopero 30/09/2004

Comunicato Rewe (Standa Billa) 30 sett.2004

Il 30/09/04 si è svolto l’incontro delle segreterie nazionali e le strutture territoriali con il gruppo Rewe per verificare, come deciso dal coordinamento, se esistevano le condizioni per aprire un confronto con l’azienda sui problemi occupazionali e su quelli derivanti dalla disdetta dell’Aia Standa.
L’azienda ha espresso una sostanziale indisponibilità’ ad un confronto costruttivo finalizzato a trovare soluzioni ragionevoli per tutti i problemi aperti in quanto:

-in riferimento alla disdetta dell’ Aia Standa, a fronte di una nostra proposta di costruire un nuovo integrativo per tutti i lavoratori nel rispetto delle condizioni in essere, l’azienda ha comunicato che non intende tornare indietro e procederà’ dal 1° ottobre all’applicazione dell’ accordo Billa per tutti i lavoratori.
Ciò’ comporterà’ una perdita economica secca ed il peggioramento della condizione di lavoro per tutti i lavoratori Standa.

-per quanto riguarda la situazione occupazionale’ azienda ha esplicitamente dichiarato che nel gruppo vi sono 300 lavoratori eccedenti e 29 filiali a rischio per il 50% delle quali si prospetta la chiusura.
Inoltre ha comunicato, che non essendo più’ possibile trovare soluzioni non traumatiche per i lavoratori, utilizzerà’ procedure di mobilita’ , cioè’ licenziamenti per risolvere in tempi rapidi questo problema .
Questa strada che è già’ stata intrapresa con la chiusura della filiale di Pomezia senza prospettive per i lavoratori deve essere assolutamente respinta.

Il sindacato ha quindi chiesto all’azienda di aprire una trattativa a tutto campo, a partire dal piano industriale e dal problema occupazionale con il coinvolgimento del Ministero del Lavoro, per utilizzare strumenti di tutela quali cassa integrazione e contratti di solidarietà’ a fronte di un chiaro piano di riorganizzazione e di sviluppo per tutto il gruppo.
Anche su questo punto l’azienda non ha espresso una chiara volonta’ , e si è riservata di dare una risposta nei prossimi giorni.

L’atteggiamento dell’ azienda è inaccettabile. Il sindacato tuttavia ha dichiarato ancora una volta di essere pronto ad un negoziato costruttivo che pero’ nel prendere in considerazione i problemi aziendali trovi soluzioni nel rispetto e nella tutela dei lavoratori.
Nell’ incontro di oggi non abbiamo registrato questa disponibilità’.

Pertanto è necessario chiamare i lavoratori alla lotta per indurre l’azienda ad aprire il negoziato.

Si dichiara quindi lo stato di mobilitazione di tutto il gruppo, con la proclamazione di 12 ore di sciopero da effettuarsi in modo articolato a livello territoriale, aprendo al contempo il dibattito con i lavoratori sulla grave situazione che si sta’ attraversando.


p/la FILCAMS-CGIL p/la FISASCAT-CISL p/la UILTuCS-UIL
Carlini GiordanoFulciniti