Rewe Italia, volantino stato di agitazione 22/11/2011

Segreterie Nazionali

UN NATALE DI AGITAZIONE PER I LAVORATORI BILLA
La proclamazione dello stato d’agitazione è legata ad una vicenda alquanto singolare!!

Nel Gennaio 2010 Rewe Group Billa preannunciava alle OO.SS. l’avvio di un importante Piano di sviluppo che avrebbe comportato la riorganizzazione di tutte le filiali e sedi.

L’anno successivo il Gruppo presentava un “Piano di sviluppo triennale” con innovativi interventi sull’organizzazione di tutte le filiali.

Di quel Piano, nulla di concreto e positivo è stato realizzato.

Al contrario l’Azienda nell’ottobre 2010 ha avviato una procedura di mobilità (licenziamenti) riguardanti 90 lavoratori impiegati nelle sedi.

Nonostante il nostro tentativo di trovare soluzioni atte a scongiurare i licenziamenti, l’unica strada praticabile è stata quella di sottoscrivere un accordo di CIGS presso il Ministero del lavoro.

La CIGS è alla sua scadenza e l’azienda per risolvere il problema ha avviato la mobilità per 12 lavoratori.

Il processo di riorganizzazione del Gruppo sembra non avere fine. Nello scorso aprile Rewe annuncia il trasferimento di molti punti vendita ad altri gruppi delle GDO interessati all’acquisizione.

Dalla discussione è emerso che alcuni punti vendita potrebbero correre il rischio di chiudere.

Ormai da troppo tempo Rewe-Billa attua politiche ambigue e fumose per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori.

Da parte nostra abbiamo riaffermato piena disponibilità ad affrontare seriamente le problematiche, purché l’Azienda si assuma le proprie responsabilità con impegni concreti finalizzati alla salvaguardia dell’occupazione e dei diritti, sia dei lavoratori che rimarranno in Azienda che di quelli che verranno trasferiti in altre Aziende. Lo stato di agitazione costituisce un segnale forte affinchè l’azienda al tavolo della trattativa nel prossimo incontro fissato per il giorno 14 Dicembre si presenti con una soluzione concreta che consenta di affrontare questa difficile situazione mantenendo e salvaguardando i livelli occupazionali.

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22 novembre 2011