Retribuzioni in lieve crescita

02/12/2002

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
284, pag. 7 del 30/11/2002
Bruno Mastragostino



Istat: le buste paga salgono dello 0,2% rispetto a settembre e del 2,3% sul 2001.

Retribuzioni in lieve crescita

È boom di scioperi nei primi dieci mesi dell’anno

Di nuovo in crescita le retribuzioni, ma solo grazie ad aumenti tabellari già previsti e non da rinnovi contrattuali. Ma intanto sotto il peso degli scioperi generali di aprile e ottobre, il numero delle ore perse per conflitti di lavoro è esploso. A ottobre, secondo quanto ha fatto sapere ieri l’Istat, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie dei lavoratori dipendenti è salito a 119,9 (base 1995=100), con un incremento congiunturale dello 0,2%. Nonostante tale aumento, il tasso tendenziale si rivela meno consistente di settembre: era a 2,5% e ora è a 2,3%. L’aumento medio dei primi 10 mesi dell’anno, invece, è stato pari al +2,6%. Nello stesso periodo il numero di ore perse per conflitti di lavoro è salito a 28,5 milioni, con un incremento del 516% rispetto a gennaio-ottobre del 2001.

Le buste paga, con un aumento del 2,3%, continuano a restare sotto l’inflazione che nello stesso mese è salita al 2,6%. Ma per la fine dell’anno, secondo i tecnici dell’Istat, in assenza di rinnovi contrattuali, le retribuzioni dovrebbero far registrare un aumento medio del 2,5%, quindi lo stesso livello indicato dagli analisti per l’aumento dei prezzi. I contratti da rinnovare, comunque, sono ancora molti. Sempre secondo l’Istat a fine ottobre sono 31 e interessano 4,1 milioni di lavoratori. Inoltre c’è da ricordare che in molte imprese si fa ricorso anche alla contrattazione decentrata e in quel caso è possibile che le retribuzioni salgano più del previsto 2,5%. Infatti la rilevazione dell’Istat tiene conto degli elementi retributivi che hanno carattere generale, come paga base, anzianità o contingenza, mentre lascia fuori lo straordinario, i premi occasionali e gli aumenti sanciti dalla contrattazione decentrata. Ma vediamo il dettaglio dell’indagine di ottobre. L’aumento mensile dello 0,2% si deve ad aumenti tabellari definiti da contratti vigenti quasi tutti nell’industria e in particolare nel sistema moda (tessile, vestiario, pelle, calzature) che ha interessato 678 mila dipendenti, nella carta e cartone, nell’energia e petrolio, nel gas e acqua. All’interno dei servizi ci sono aumenti per scuole private religiose, trasporti aerei e servizi in appalto dalle ferrovie. Rispetto a ottobre dello scorso anno, gli aumenti di maggiore consistenza sono stati registrati nel tessile-abbigliamento (+4,3%), nell’agricoltura (+4%), nelle aziende petrolifere (+3,9%) e in quelle della gomma e plastica (+3,9%). Gli aumenti minori, al contrario, arrivano dal settore delle assicurazioni (+0,3%) e da quello dei trasporti (+0,4%). Quanto agli scioperi, l’Istituto di statistica segnala per i primi 10 mesi dell’anno, un numero di ore non lavorate pari a 28,5 milioni, con un incremento del 516,1% rispetto allo stesso periodo del 2001. Il maggior numero di ore di sciopero è stato perso per vertenze estranee al rapporto di lavoro (25,6 milioni di ore, il 90,1% del totale). Le restanti ore sono state perse per rivendicazioni economiche o normative e per vertenze per rinnovi contrattuali. I settori più colpiti, infine, sono stati l’industria metallurgica, dove è stata registrata una perdita di 687 mila ore, e i trasporti e telecomunicazioni con 444 mila ore. (riproduzione riservata)

Gli indici delle retribuzioni…

- A ottobre l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie dei lavoratori dipendenti è salito a 119,9 (base 1995=100), con un incremento congiunturale dello 0,2%. L’aumento medio dei primi 10 mesi dell’anno, invece, è stato pari al +2,6%.

- Rispetto a ottobre 2001 gli aumenti di maggiore consistenza sono stati registrati nel tessile-abbigliamento (+4,3%), nell’agricoltura (+4%), nelle aziende petrolifere (+3,9%) e in quelle della gomma e plastica (+3,9%). Gli aumenti minori, al contrario, arrivano dal settore delle assicurazioni (+0,3%) e da quello dei trasporti (+0,4%).

e dei conflitti di lavoro

- Quanto agli scioperi, l’Istituto di statistica segnala per i primi 10 mesi dell’anno un numero di ore non lavorate pari a 28,5 milioni, con un incremento del 516,1% rispetto allo stesso periodo del 2001.

- I settori più colpiti sono stati l’industria metallurgica, dove è stata registrata una perdita di 687 mila ore, e i trasporti e telecomunicazioni con 444 mila ore.