“RETE IMPRESE ITALIA”: UN PROGETTO DI SVILUPPO DEL TERZIARIO

10/05/2010

10 Maggio 2010

“Rete Imprese Italia”: un progetto di sviluppo del Terziario

Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil, la categoria sindacale che si occupa delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario, in occasione della giornata di presentazione del nuovo organismo “Rete Imprese Italia”, coglie l’occasione per lanciare una riflessione sul settore, e sulla necessità di intraprendere un progetto di rilancio e sviluppo, anche in riposta alle dichiarazioni del Presidente della Confcommercio Rivolta:

“La ricomposizione della rappresentanza anche del mondo delle imprese è condizione indispensabile per affermare strategie competitive fondate su qualità ed innovazione” afferma Martini “la nascita di Rete Imprese Italia può contribuire a realizzare questo progetto.
La Filcams è pronta a fare la sua parte, sfidando le associazioni di categoria su un forte progetto di sviluppo del terziario, basato sulla qualità del lavoro e l’innovazione delle aziende, come il recente Congresso di categoria ha affermato”.

“Il mondo del Terziario di cui parla la Filcams è popolato da persone “invisibili”. Vengono sistematicamente dimenticate le donne delle imprese dei servizi in appalto, alle quali il Governo ha drasticamente tagliato le risorse; i giovani degli studi professionali, ai quali l’accesso alla professione viene ostacolato dalla riforma sugli ordini, dopo anni di praticantato esercitato spesso in condizioni di vero sfruttamento; tecnici e laureati del terziario avanzato che pagano le conseguenze della drastica caduta degli investimenti in ricerca ed innovazione; gli addetti alla vigilanza privata, ai quali si chiedono nuovi sacrifici in termini di prestazione lavorativa, quale condizione per il rinnovo del Ccnl scaduto da quindici mesi, dove, invece, è diventata prioritaria la tutela della salute e sicurezza degli operatori, in un settore di frontiera. E potremmo continuare negli esempi.
Ed in quanto al settore distributivo, non è la Filcams, ma i dati ufficiali sulle ore medie lavorate ed i conseguenti redditi percepiti dagli addetti, a renderlo settore dove l’autosufficienza economica di chi vi lavora è sempre più a rischio.

Guardare la realtà –dunque- non significa negare il ruolo del terziario distributivo, né sottovalutare l’azione svolta dalle parti sociali, in particolare dentro la più grave crisi vissuta dal settore. Al contrario, significa rivendicare coerenza proprio con quanto sottoscritto sul ruolo della contrattazione e della bilateralità, sapendo che tra il dire ed il fare, corrono ancora distanze non facilmente colmabili.“