Retail Italia Network, esito incontro 05/12/2016

Roma 20.12.2016

Lo scorso 5 dicembre si è tenuto il previsto incontro con la direzione aziendale Retail Italia Network al fine di approfondire la situazione in cui versa la società.

In premessa alla riunione, a fronte della nostra richiesta di chiarimenti, si è svolto un approfondimento circa le notizie apparse sui giornali riguardanti il cambio di vertice.
In tal senso, gli esuberi riferiti dai giornali (104) sono relativi ai lavoratori già usciti volontariamente tramite un accordo di mobilità volontaria nel reparto tessile industria e, quindi, non determinati da un’eccedenza per crisi.
Inoltre, è stato riportato un report sul marchio Sisley che ha generato un misunderstanding all’interno del gruppo. L’equivoco si è generato a causa di una comunicazione aziendale interna, nella quale si faceva riferimento ad un progetto volto alla distinzione del brand, creando una propria identità, un diverso tipo di business da sviluppare e una maggiore autonomia rispetto al marchio Benetton.
Questo, oltre ad ulteriori voci ricorrenti, è stato interpretato come segnale di una possibile operazione di scorporo, che la società ha prontamente smentito affermando che si tratterebbe, in realtà, di un riposizionamento del marchio, finalizzato ad una razionalizzazione delle risorse pur mantenendo le stesse sinergie all’interno del gruppo, come peraltro succede nelle altre società multi-brand.

Per quanto concerne l’andamento economico dell’azienda, il primo semestre non ha prodotto, per tutti i brand del gruppo, risultati positivi a causa del persistere della situazione di crisi anche nel settore tessile e dei dati di conversione dei walk-in dei clienti nei negozi. Ad un dato medio di -12% per quanto riguarda i fatturati si associa un -12,6% di ingressi dei customer nei pdv. Il solo marchio Benetton registra, nel computo comparabile, un -8% ed una conseguente perdita di 12 milioni di euro.
In considerazione del consolidamento del nuovo modello organizzativo, si ipotizza un miglioramento per il 2017, anche attraverso un incremento degli investimenti pubblicitari, a conferma di forte interesse da parte della società nel rilancio del marchio.
Elementi positivi possono essere considerati l’andamento delle vendite online ed il record di fatturato durante il “Black Friday” ed il “Cyber Monday”, un trend rispetto al quale l’azienda è intenzionata ad implementare l’aspetto digital, anche se i risultati positivi coinvolgono più il comparto tessile che non l’ambito commerciale-retail.
Ad oggi i pdv Benetton sono 80 (10 in più, riacquisiti, rispetto al perimetro del 2015) ovvero 70 negozi full price e 10 outlet.

Per quanto riguarda la complessiva situazione occupazionale, rispetto alla prima procedura di mobilità aperta lo scorso aprile 2014, è rimasto un unico esubero nel territorio di Genova. Due risorse invece sono rimaste ancora in esubero nella provincia di Piacenza e Pisa per quanto riguarda la seconda procedura aperta lo scorso dicembre del 2014.
In considerazione delle chiusure programmate, già annunciate negli scorsi incontri, la società ha confermato che i pdv di Bergamo, Lucca e Massa (Carrefour) sono stati chiusi, mentre l’attività di quello di Mestre (Auchan) è stata prorogata di un anno.

La società è intenzionata a dare continuità al progetto di investimenti rivolto al restyling e alla ristrutturazione dei punti vendita che sono stati assorbiti dai franchising. Negli ultimi mesi sono stati ristrutturati 13 pdv con un investimento significativo che sta determinando risultati positivi e che l’azienda, in prospettiva, è intenzionata ad incrementare.
Si sta inoltre consolidando la presenza negli aeroporti anche con la prevista apertura in T3 Fiumicino.
In relazione alla formazione del personale, la società ha affermato di essere intenzionata a continuare ad investire; la formazione ha coinvolto un investimento complessivo di €7,600 nel 2014, 20,600 nel 2015 e più di 22,000 nel 2016, dato da leggersi in aggiunta alla formazione obbligatoria.
Per quanto riguarda invece la formazione finanziata Fondimpresa, il piano formativo sottoscritto di recente (di cui alleghiamo copia) prevede lo svolgimento dei corsi con focus su sicurezza e innovazione organizzativa che coinvolgeranno più di 200 dipendenti.

Le OO.SS. hanno infine avanzato la richiesta di avviare un confronto ai fini della definizione di un contratto integrativo aziendale anche in considerazione della difficoltà gestionale in cui si trova attualmente la società, consentendo in tal modo l’omogeneizzazione delle forti distinzioni organizzative che caratterizzano le diverse realtà. La società si è dichiarata ancora non pronta, sostenendo che la priorità è, ad oggi, ancora rappresentata dalla messa in sicurezza della rete vendita.

P.Filcams CGIL Nazionale
Nonato Jeff