«Restituite il drenaggio fiscale»

22/01/2004


GIOVEDÌ 22 GENNAIO 2004

 
 
Pagina 37 – Economia
 
 

«Restituite il drenaggio fiscale»
La Cgil al governo: così si recupera il potere d´acquisto
          Lapadula: Tremonti dice che abbasserà le tasse, ma senza restituzione sarà un taglio fasullo

          "E´ essenziale anche avvicinare l´inflazione programmata a quella reale"
          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – «Tornare immediatamente alla restituzione integrale del drenaggio fiscale». È questa la parola d´ordine della Cgil, che annuncia battaglia per il recupero del potere d´acquisto dei lavoratori: il fiscal drag, ovvero l´aumento della pressione fiscale sui redditi per effetto della bolla inflazionistica, va restituito integralmente – in assenza di detrazioni fiscali aggiuntive – ai lavoratori, sostiene il sindacato guidato da Guglielmo Epifani.
          «Oggi ci troviamo proprio in questa situazione: il governo si è tenuto tutto il fiscal drag, senza fare alcuna detrazione», dice Beniamino Lapadula, responsabile del dipartimento economico della Cgil. Non è una cifra da poco quella derivante dal fiscal drag: 2,5 miliardi di euro all´anno tolti dalle tasche dei lavoratori e incamerati dallo Stato. «Tremonti dice che taglierà le tasse – aggiunge Lapadula – ma, nello stesso tempo, che non vuole restituire il fiscal drag. Se un giorno dovesse ridurle vedremmo che ha dato da una parte, ma ha tolto molto di più dall´altra. Sarebbero tagli fasulli, di facciata».
          La legge sul drenaggio fiscale, varata nel ´92 dal governo Amato, prevede la restituzione solo parziale del fiscal drag: di quei 2,5 miliardi, ne andrebbero restituiti – stando alla normativa – meno di un miliardo: per l´esattezza 890 milioni a oltre il 75 per cento delle famiglie italiane (stima Cer). «Erano tempi di emergenza – ricorda Lapadula – ma neppure di fronte al crollo della lira accettammo di cancellare del tutto la restituzione. La riducemmo di oltre la metà, è vero, ma nel corso degli anni Novanta, in diverse occasioni, le risorse del drenaggio fiscale vennero utilizzate per migliorare le detrazioni per i carichi familiari e aumentare l´assegno per i nuclei familiari».
          Per Tremonti il drenaggio fiscale non esiste, perchè l´ha cancellato il centrosinistra con la Finanziaria Amato-Visco del 2001. «Amato e Visco l´avevano soltanto sospesa, non cancellata definitivamente, e comunque avevano compensato la mancata restituzione con la riduzione delle aliquote Irpef», ribatte Lapadula. Che ha elaborato una tabella contenente il costo del fiscal drag sui salari dei metalmeccanici con il contratto 2002-2005. In sostanza il fiscal drag riduce gli aumenti salariali ottenuti con il contratto di circa un terzo: la percentale oscilla tra il 27 e il 35 per cento.
          Prendiamo un quarto livello: la sua perdita di potere d´acquisto per effetto del drenaggio fiscale è di 110 euro già nel primo anno, che diventano 224 nel secondo, 340 nel terzo fino a raggiungere i 460 euro nel quarto. Il drenaggio fiscale nei quattro anni è pari al 3,07 per cento della sua retribuzione (il 27,28 per cento degli aumenti contrattuali). Per un settimo livello il fiscal drag si porta via invece il 3,95 per cento della retribuzione e il 35,1 per cento degli aumenti contrattuali. La strategia della Cgil per impedire il calo del potere d´acquisto viaggia, oltre che sulla proposta di restituzione integrale del fiscal drag, su altre due ruote: l´avvicinamento dell´inflazione programmata a quella reale (nel 2003 l´inflazione reale è stata due volte quella programmata) e l´aumento della quota di produttività al fattore lavoro