Resta la domenica il giorno di riposo per i lavoratori

10/01/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
008, pag. 33 del 10/1/2003
Teresa Pittelli


Oggi il consiglio dei ministri avvia l’esame del decreto sull’orario di lavoro.
Resta la domenica il giorno di riposo per i lavoratori

Salvo il riposo domenicale. La domenica resterà ´di norma’ il giorno festivo per i lavoratori. Che avranno inoltre diritto a un riposo giornaliero di 11 ore consecutive ogni 24, nonché a una pausa ogni sei ore per recuperare le energie, e di almeno quattro settimane all’anno di ferie retribuite. Sono alcune delle previsioni contenute nel provvedimento del governo, sul quale inizia oggi l’esame del consiglio dei ministri.

Lo schema di decreto legislativo, di iniziativa del ministro del welfare, Roberto Maroni, attua la direttiva Ue 34/2000, di modifica di precedenti direttive sullo stesso tema, sull’organizzazione dell’orario di lavoro. A causa del ritardo nell’attuazione di queste direttive, la Ue nei mesi scorsi ha annunciato l’apertura di una procedura di infrazione a carico dell’Italia (già condannata una volta). Circostanza che ha spinto il governo ad accelerare l’attuazione, anche se non è stato raggiunto un avviso comune dalle parti sociali. Sono molti, infatti, i punti sui quali le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori non hanno trovato l’accordo (le trattative sono state interrotte il 18 dicembre, ndr), e sui quali deciderà, quindi, il governo. L’articolo 22 della legge comunitaria 2002, comunque, nel dettare i criteri per la trasposizione della direttiva, include l’avviso comune raggiunto da Cgil, Cisl e Uil nel dicembre ’97, la legge 409/98 sull’orario di lavoro straordinario e dal dlgs n. 532/99 sul lavoro notturno.

- Riposo settimanale e giornaliero. La direttiva 34/2000, prevedendo un giorno di riposo settimanale, non prescrive che questo coincida con la domenica. Una circostanza che aveva messo in forse il mantenimento del festivo domenicale, tanto più che le parti sociali si sono divise sul punto. Il dlgs, però, ripristina la previsione della direttiva del ’93, lasciando fermo ´di norma’ il riposo domenicale, salvo deroghe relative a particolari esigenze di settori di imprese, da stabilire in sede di contrattazione. La durata dell’orario settimanale, invece, è fissata dalla direttiva in 48 ore, mentre riguardo all’orario giornaliero, il lavoratore ha diritto a 11 ore consecutive di riposo per 24 di lavoro. Con una pausa ogni sei ore, la modalità della quale sarà fissata dai contratti collettivi.

- Lavoro straordinario e notturno. Restano ferme le norme di legge e dei contratti collettivi nazionali che già contengono i principi fissati dalla direttiva, come i compensi extra per gli straordinari, e la tutela del lavoratore che svolge il turno di notte (es. esonero dei minorenni, delle donne in gravidanza ecc.). Mentre alcuni punti, controversi, sono ancora in via di definizione nello schema allo studio del ministero. Solo il testo definitivo, in particolare, chiarirà se sarà mantenuto o meno l’obbligo di informare l’ispettorato del lavoro dello sfondamento delle 48 ore settimanali attraverso prestazioni straordinarie, e se sarà permesso anche agli apprendisti (maggiorenni) di lavorare di notte. Due ipotesi chieste dal fronte imprenditoriale, ma avversate con forza dai sindacati.