Resca in campo su Rinascente

16/12/2004

    giovedì 16 dicembre 2004

      sezione: FINANZA E MERCATI – pagina 19

      Resca in campo su Rinascente
      CARLO FESTA
      MILANO • Mario Resca entra in campo nell’operazione Rinascente-Upim. Secondo indiscrezioni finanziarie, la boutique romana EnVent, che ha ideato il progetto, e il numero uno di McDonald’s Italia e commissario straordinario di Cirio starebbero perfezionando in queste settimane la composizione di una cordata per sviluppare un progetto di sviluppo attorno all’asset Upim. Il raggruppamento, ancora in corso di costituzione, potrebbe entrare in gioco una volta conclusa l’asta sulla partecipata di Ifil.

      Trattative, anche se non confermate, sarebbero state avviate con soggetti industriali e finanziari: tra i nomi che circolano c’è il sistema UnipolCoop.Mauninteresse ci potrebbe essere anche dal fondo Clessidra — che sta guardando pure Esselunga — e da banche come Crèdit Agricole Italia. L’obiettivo sarebbe quello di proporre al vincitore dell’asta su Rinascente — che si sta svolgendo sotto la consulenza della Lazard — un piano industriale di crescita della catena Upim. Nella short list, ammessa alla data room che inizierà sabato, sono comprese le cordate BcPartnersBeni Stabili, Galeries LafayetteRedevco, Cvc-Morgan Stanley, Pai, Deutsche Bank-Pirelli Re-Borletti e quella tra Aedes, la kuwaitiana Villa Moda e la D ubai Investment. Sulle trattative in corso tra Resca e altri soggetti finanziari e industriali c’è riserbo. Dalle informazioni che trapelano, il manager (in virtù delle esperienze finora portate a termine nel settore) avrebbe maturato la convinzione che sia possibile effettuare un processo di turnaround, cioè di ristrutturazione grazie al quale far crescere Upim. Quest’ultima ha evidenziato nel bilancio 2003 un margine operativo lordo di circa 30 milioni di euro, sui quali tuttavia andrà a pesare la rinegoziazione dei canoni di locazione a prezzi competitivi. Tra le strategie, contenute nel piano curato da EnVent, ci sarebbero infatti quattro punti chiave per lo sviluppo delle vendite di Upim nel giro di 3-5 anni: investimenti per nuove aperture, l’utilizzo in maggior misura del franchising, l’allungamento degli orari tramite nuove assunzioni e contratti di lavoro flessibili, lo sviluppo del marchio Upim nei centri commerciali, nelle stazioni e negli aeroporti.

      Il progetto, che si basa anche sull’ipotesi di un’integrazione con Oviesse nel caso di un rallentamento dell’asta su Coin, sarebbe di sviluppo industriale e non contempla la componente del real estate, che nell’operazione Rinascente vale circa 700 milioni ai prezzi di mercato.