Resa dei conti sulle pensioni

01/09/2003

lunedì 1 settembre 2003

Pagina 6 – Economia
 
 
Oggi il vertice di maggioranza sulla riforma previdenziale tra Tremonti, Maroni, Alemanno e Buttiglione
Resa dei conti sulle pensioni

Si studiano disincentivi a tempo. Caso amianto per l´Inps
          LUISA GRION

          ROMA – Ci siamo. Oggi, dopo mesi di voci, tensioni e proposte di vario tipo, parte l´affondo sul nodo pensioni. A dare il via al rush finale sarà il vertice – in programma per questo pomeriggio – fra i ministri incaricati di tracciare il piano del governo trovando i compromessi giusti per raggiungere l´accordo di maggioranza. Tremonti, Buttiglione, Alemanno e Maroni arriveranno all´incontro con alcune questioni già chiarite e molti nodi da sciogliere. L´obiettivo è netto: fare una riforma della previdenza «strutturale» come già indicato da Berlusconi, ma le difficoltà emergono già al momento di stabilirne il veicolo.
          Il primo scoglio è proprio questo: la Lega insiste sull´utilizzo della delega in discussione al Parlamento, Forza Italia e l´Udc spingono per inserire le norme in Finanziaria. An, inizialmente per un «no» in manovra, lascia uno spiraglio aperto: «La base è la delega – ha detto ieri lo stesso Alemanno – ma bisogna vedere se è sufficiente, anche per i tempi lunghi che prevede ».
          Collocazione della riforma a parte è confronto anche sui contenuti: prima di tutto sull´applicazione o meno di disincentivi a carico di chi lascia il lavoro appena raggiunti i 57 anni d´età (avendo versato i contributi richiesti). Su questo fronte, comunque, pare stia prendendo piede l´ipotesi di un approccio «soft» fatto apposta per convincere gli uomini di Bossi (Maroni in primis): l´idea è quella di introdurre penalizzazioni «a tempo», recuperabili al compimento dei 60 o 65 anni di età. In pratica l´assegno degli «under 60» si ridurrebbe di un po´, ma le quote perdute dovrebbero essere recuperate allo scoccare dell´età «giusta» per andare in pensione. Un meccanismo questo, che potrebbe essere utilizzato anche nel cumulo fra pensione di anzianità e altri redditi. Il divieto attualmente esistente, infatti, rafforza il lavoro nero e ci sono diverse spinte per rimuoverlo fra le quali la proposta del ministro Marzano che pensa ad una abolizione ma solo a vantaggio degli over 60. Fra le questioni da chiarire resta poi quella legata all´introduzione o meno del sistema di calcolo contributivo per tutti (ipotesi in ribasso) e quella che invece prevede il blocco per decreto delle finestre d´uscita nelle pensioni di anzianità (ipotesi in rialzo).

          Chiara invece resta la linea guida di fondo: innalzamento dell´età minima e utilizzo di incentivi per chi resta al lavoro. In entrambi i casi l´accordo di maggioranza sembra raggiunto: entro il 2007-2008 l´età di pensionamento partirà dai 60 anni, per aumentare successivamente a 62. Per favorire la permanenza al lavoro di chi ha già raggiunto la quota di contributi sufficienti raccoglie consensi l´ipotesi di Maroni che prevede «premi» fino al 32,7 per cento in busta paga. Detto questo, a piano di governo concordato, si aprirà una trattativa con i sindacati che si preannuncia spinosa (Angeletti ieri ha ribadito il suo «no ai tagli»).
          E mentre si discute di riforma una nuova emergenza sta oscurando i conti Inps: quella del «bonus amianto». Una legge dei primi anni ’90 riconosce infatti una integrazione pensionistica a chi abbia lavorato almeno 10 anni con il materiale pericoloso. Una sentenza del 2002 ha poi esteso tale diritto anche ai dipendenti delle Fs e ciò avrebbe fatto lievitare le richieste d´assegno. Da qui al 2015, calcola l´Inps, i costi per lo Stato potrebbero superare i 13 miliardi e mezzo di euro. Il governo potrebbe dunque intervenire in Finanziaria ponendo termini improrogabili alle richieste o escludendo dal bonus chi conta già su altre integrazioni.